I colleghi della testata giornalistica della Rai, realizzano un servizio in pieno stile “le iene” e scoprono alcune verità sul Tribunale di Cosenza
A pochi giorni da quanto accaduto nel tribunale di Milano – quando un uomo è entrato armato, ed indisturbato ha ucciso tre persone ferendone altre due – un giornalista di Rai 3 ha provato a capire se il tribunale di Cosenza sia o meno un posto sicuro.

E così con una borsa a tracolla, contenente una spatola grande diversi centimetri, completamente in acciaio – stesso materiale contenuto nelle pistole – ha fatto ingresso nel Tribunale utilizzando l’accesso centrale, quello riservato al pubblico, che dovrebbe essere dotato di metal-detector, ed ha potuto invece constatare che l’ingresso è assolutamente libero da controlli.
Il giornalista entra “armato” di innocua spatola d’acciaio all’interno del palazzo di giustizia, così come avrebbe potuto fare chiunque armato invece di “non buone” intenzione.
Oggi però sembra che il vano di accesso al tribunale, che era dotato solo di “predisposizione” per il metal-detector, sia stato sottoposto al montaggio dello stesso.
Avvocati e addetti ai lavori, intervistati all’esterno del palazzo di giustizia, dichiarano di non sentirsi assolutamente al sicuro e che sperano che la situazione – visti i fatti degli ultimi giorni – possa trovare la giusta condizione, con i dovuti controlli all’interno del tribunale di Cosenza e con il corretto montaggio dei regolari deterrenti, per coloro che eventualmente vogliano accedere allo stesso, armati, e con cattive intenzioni.
Come “le iene”, i giornalisti di Rai 3, capaci di dare il giusto rilievo ad una realtà che a volte sembra “normale”, ma che invece è solo una realtà …con tutti i suoi limiti.
Vai al contenuto




