Si fa sempre più drammatica la situazione dei titolari degli esercizi commerciali di Rende, costretti a fronteggiare una crisi senza eguali. Da qualche tempo a questa parte si assiste infatti ad uno spopolamento della verde cittadina amministrata dalla giunta del sindaco Marcello Manna: bar, ristoranti e negozi sono costretti ad abbassare definitivamente le saracinesche, causa la mancanza cronica di clientela.
Alcuni di questi esercenti hanno già deciso, o stanno per farlo, di trasferire la loro attività nella più florida Cosenza. E’ proprio la città capoluogo in questo momento ad attirare maggiormente il flusso di gente dedita allo shopping e alla vita notturna. Molti altri però non sono disposti a mollare e andare altrove e stanno facendo di tutto per difendere strenuamente la validità del proprio investimento. A sottolineare questo aspetto c’ha pensato il Coordinamento Cittadino Ap Rende, che ha criticato duramente l’operato del sindaco Manna, ritenuto il vero responsabile di questa situazione.
Nel comunicato si legge: “Dopo lo spopolamento di via Rossini, con la chiusura di molte attività commerciali, a causa delle scellerate scelte politiche, Manna, adesso, vuole portare alla chiusura anche quelle di Commenda. Il sindaco, infatti, vuole far diventare isola pedonale, e quindi chiudere al traffico, per soli 100 metri di strada via Fratelli Bandiera, senza un nesso logico, senza tanto meno una condivisone, e senza una visione urbanistica migliorativa per la realizzazione di un’isola pedonale. La notizia ha creato tanto panico tra i titolari degli esercizi commerciali di questa zona, i quali, contrari a questa ennesima azione di Manna e della sua Giunta, hanno avviato una raccolta firme per dire no e dire basta alla “mortificazione della città e dei rendesi”. E’ ben il 90 % di questi commercianti che sono indignati e preoccupati per come l’attuazione dell’isola pedonale, non solo porterebbe solo disastri economici in zona, con il conseguente spopolamento dei clienti verso la città di Cosenza, ma anche perché il sindaco è venuto meno alla parola data agli tessi commerciali che tutto ciò non si sarebbe realizzato. Noi di Alternativa Popolare non possiamo che essere vicini e sostenere chi, dopo anni di sacrifici e investimenti economici, adesso vede messo a repentaglio il proprio lavoro, già attanagliato dalla attuale crisi economica.
Apprezziamo la battaglia di questi operatori economici che, anziché chiudersi a riccio come hanno fatto i loro colleghi nella zona Borromeo, chiudendo bar, ristoranti e negozi per andare ad investire in altri comuni dove si può lavorare tranquilli, hanno avviato questa petizione per dire no e dissentire con il sindaco, a tutela delle proprie attività. Non riusciamo proprio a capire il motivo per cui Manna vuole fare tutto ciò, e non vorremmo neanche pensare che lo faccia per agevolare qualche attività di sua conoscenza, penalizzandone tante altre. Se così è, allora la cosa è ancora più grave e cadiamo nei soliti favoritismi verso gli amici degli amici che ormai ai rendesi non vanno più giù. Tale situazione, dunque, deve essere presa subito in carico dall’assessore delegato al ramo e non che ci pensano “assessori abusivi”, o meglio incaricati che dal lunedì al venerdì, a giorni alterni, fanno una volta l’architetto, una volta il dirigente e un altro giorno le veci dell’assessore. La gestione Manna ormai è al declino perché fa acqua da tutte le parti e i rendesi sono stanchi di essere presi in giro e, soprattutto, di vedere i loro sacrifici andare in fumo. Per cui Manna, anzichè perdere tempo nei bar a chiacchierare di città unica, prendendosi impegni che non potrà mantenere, in quanto tale scelta spetta solo ed esclusivamente ai rendesi, farebbe cosa buona e gradita a mettersi da parte per non fare ulteriori danni.”
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