Dopo una stagione esaltante con la maglia del Lecco, la prima tra i professionisti, Federico Zuccon è uno dei primi innesti del calciomercato estivo dei lupi.
Promettente centrocampista del vivaio dell’Atalanta, che ne detiene ancora il cartellino, si mette subito in mostra fin dalle prime amichevoli in maglia rossoblù, facendo cerniera di centrocampo insieme a Calò. Un infortunio al ginocchio nella gara con il Palermo lo ferma nel momento migliore. Al rientro mister Caserta lo dosa facendolo entrare a gara in corsa e solo nelle ultime partite sembra aver ripreso i gradi da titolare.
Caratteristiche tecniche
Alto 1.88 cm e dotato di un buon fisico, Zuccon è una classica mezzala che abbina anche doti da metronomo. Caserta lo ha impiegato prevalentemente da mediano affianco a Calò, ruolo in cui si disimpegna altrettanto bene. Non ha ancora trovato il gol in carriera ma con il Cosenza c’è andato vicino in un paio di circostanze.
Carriera
Nato a Genova il primo aprile del 2003, inizia nel settore giovanile della Sampdoria prima che l’Atalanta metta gli occhi su di lui e lo porti a Bergamo. Proprio con i nerazzurri disputa due campionati Primavera 1 e fa tutta la trafila delle nazionali giovanili, prima di essere ceduto in prestito al Lecco nella stagione 2022-23. Con i lombardi si impone subito e si prende il posto da titolare, collezionando ben 32 presenze nella stagione che condurrà il Lecco al ritorno in B dopo 50 anni dall’ultima apparizione. Quindi il passaggio al Cosenza quest’estate.
Curiosità
In un’intervista dello scorso anno ha raccontato che quando arrivò il momento di scegliere la sua prima squadra lo cercarono Genoa e Samp. Scelse quest’ultima per l’ambiente e per i colori della maglia.
Allo stesso modo, quando fu cercato da squadre più importanti preferì l’Atalanta a compagini più blasonate, tipo la Roma o il Milan per cui fa il tifo, perché attratto dal Settore Giovanile all’avanguardia dei bergamaschi.
Infine ha raccontato che in occasione della convocazione e della panchina con l’Atalanta contro l’Inter ha avuto modo di osservare da vicino uno dei suoi punti di riferimento, Barella. A fine partita ha cercato di scambiare la maglietta con qualcuno degli avversari facendo l’amara scoperta che le maglie erano già tutte prenotate da altri suoi compagni.
A cura di Luca Aiello
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