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Il calciatore della settimana: Salvatore Dario La Vardera

A Cosenza da quando aveva 17 anni, al momento è la promessa non sbocciata del tutto.

Caratteristiche tecniche

Di lui si dice un gran bene: dotato di un fisico possente, è un cursore di sinistra. Laterale mancino possiede una gran corsa e un piede ben educato. È alla seconda stagione consecutiva ai piedi della Sila ma un infortunio muscolare, che lo tormenta già dal ritiro estivo, non gli ha permesso di mettere ancora piede in campo in questa stagione.

Carriera

Nato a Palermo il 7 marzo del 2002, è proprio con i rosanero che inizia a giocare a calcio. Nella stagione 2019-20, non ancora maggiorenne, è ingaggiato dalla primavera del Cosenza con la quale sarà protagonista anche nella stagione successiva. Tanto che a gennaio 2021 la società bruzia decide che è tempo di temprarsi nel calcio dei grandi: si torna in Sicilia, all’Acireale in Serie D. Il terzino palermitano sarà praticamente sempre titolare nella seconda parte di stagione, accumulando 19 presenze e tre gol in quello che, ad oggi, resta il suo miglior rendimento. Nel 2021-22 arriva anche l’esordio in B, un minuto contro l’Ascoli alla prima giornata, prima di partire ancora in prestito all’Imolese. È serie C ma Dario troverà poco spazio in Romagna, accumulando solo 9 presenze. Tuttavia mister Dionigi nella stagione 2021-22 decide di tenerlo nella sua rosa, seppur alle spalle di Panico e Gozzi. La stagione fallimentare di questi ultimi e l’arrivo di Viali in panchina faranno in modo che La Vardera conquisti un po’ di spazio. Tuttavia il ritorno di D’Orazio nel mercato invernale e il sopraggiungere di alcuni problemi fisici fermeranno ad 8 i suoi gettoni stagionali.

Curiosità

Il suo cognome è molto raro ma tipicamente siciliano, quasi un marchio di fabbrica. Pare derivare dal termine dialettale “varda” o “vardedda” (basto) e “vardaru” (bastaio) e richiama il francese “barder”, di analogo significato, ossia una grossa e rozza sella di legno che si pone sul dorso delle bestie da soma per collocarvi o appendervi il carico.

A CURA DI LUCA AIELLO

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