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Il Cosenza fatica in attacco? No problem, ci pensa bomber Braglia

Prendete una squadra partita per migliorare il campionato della passata stagione (settimo posto nella regular season e quarti di finale dei playoff) che totalizza 2 punti nelle prime 5 giornate, segnando 4 gol e subendone 10.

Considerate che la suddetta squadra viene affidata ad un allenatore che fa del bel calcio e del “Sarrismo” la sua filosofia, impostata con un 4-3-3 tutto velocità, fantasia e sincronismi perfetti. Idee rimaste solo in cantiere, gli attori ingaggiati non hanno le attitudini necessarie per interpretare questo copione e l’incantesimo si spezza prima ancora di formulare la parola magica.

La gioia di D'Orazio e compagni dopo il gol decisivo di domenica (ph. Costantino)
La gioia di D’Orazio e compagni dopo il gol decisivo di domenica (ph. Costantino)

Come ricorderete la scelta del successore passa attraverso un casting infinito, e dopo notti passate a dormirci su, si decide di dare l’incarico ad un tecnico la cui candidatura era già stata vagliata in estate ma poi accantonata per motivi del tutto ignoti. Il suo nome è noto, per la fama che lo precede, e la lunga esperienza sulle panchine di tutta Italia, impreziosita da una lunga serie di successi.

Di certo un lusso e un onore poter ammirarlo da vicino qui a Cosenza, una città che vanta una lunga tradizione di allenatori di rango e spessore. Molti di loro hanno spiccato il volo verso il calcio che conta, arrivando nel prosieguo della loro carriera a vincere campionati e guidare nazionali.

Il toscanaccio prende in mano la patata bollente e predica normalità, riparte da zero e modella a sua immagine e somiglianza una creatura non sua piena zeppa di crepe e imperfezioni. Il processo di cambiamento è lungo e irto di difficoltà ma i risultati arrivano prima del previsto. Sapete bene cosa succede nei mesi successivi: passo dopo passo, e grazie a 14 risultati utili consecutivi, la compagine silana scala la graduatoria partendo dalla penultima posizione e arrivando stabilmente in zona playoff e ad un passo dalla seconda finale di coppa in tre anni.

Mister Braglia (ph. Russo)
Mister Braglia (ph. Russo)

Oggi il Cosenza è quinto in classifica, al culmine della sua entusiasmante rimonta, senza poter beneficiare del contributo di chi il gol dovrebbe averlo nel sangue (gli attaccanti) e invece per un motivo o per un altro non riesce a influire se non con una minima percentuale (10 reti su 32 totali, meno della metà).

Non solo: è reduce dalla terza vittoria esterna di fila, imbattuto da 5 giornate e uscito sconfitto solo 2 volte nel girone di ritorno nonostante i difetti di fabbrica evidenti e non riparati nel mercato invernale. Il goleador attualmente non c’è e non è arrivato a gennaio, come tutti speravano e si aspettavano. Indovinate chi ha deciso di colmare questa lacuna, chi l’ha fatto sebbene non abbia più l’età né le caratteristiche per cimentarsi in questo ruolo? Non scende in campo, non può indossare la maglia numero 9 e far sognare i tifosi con le sue doti balistiche. Non fa niente di tutto questo ma è come se lo facesse, perché se i tifosi rossoblu possono ancora tribolare per il raggiungimento di un traguardo il merito è quasi tutto di una sola persona. Il vero bomber del Cosenza si chiama Piero Braglia.

Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.

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