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“Il destino”, commedia di Luigi Speciale, convince e fa sorridere

E’ andata in scena ieri sera, presso il Cinema-Teatro Italia di Cosenza, la commedia dal titolo “Il destino” scritta da Luigi Speciale

E’ l’amore per il teatro, a spingere una compagnia di attori amatoriali a mettersi in gioco e a realizzare una commedia che non solo diverte, senza mai avere tempi morti, ma sa essere anche l’esempio di come si possono unire passione e beneficenza realizzando cose belle.

Gli attori della commedia"il destino" di Luigi Speciale
Gli attori della commedia”il destino” di Luigi Speciale

Ieri sera il teatro Italia era stracolmo di gente, e di solito riempire un teatro così grande non è impresa semplice. “Tutti amici nostri” ha detto Luigi Speciale, ringraziando il numeroso pubblico che ha accolto l’invito della compagnia teatrale e che ha deciso non solo di passare una serata spensierata, all’insegna delle emozioni che il teatro spesso sa consegnare, ma anche di contribuire ad un circuito di beneficenza che conduce all’associazione benefica IPAEA-Onlus (Insieme per ascoltare ed ascoltarci), che opera nell’ambito della disabilità comunicativa, sia essa nella fascia adulta della popolazione che, soprattutto, nella fascia dell’età infantile, e che si occupa, inoltre, di alleviare il disagio dei bambini non udenti.

L’incasso della serata infatti, decurtato delle spese, è stato devoluto all’associazione IPAEA, il cui Presidente, Dott. Domenico Musacchio, era presente in sala.

Luigi Speciale ed il Dott. Domenico Musacchio
Luigi Speciale ed il Dott. Domenico Musacchio

Tanti attori in scena, che girano intorno alla figura di Zì Pasquale, interpretato dallo stesso Luigi Speciale, che mostra doti notevoli, nel tenere il palcoscenico ed è soprattutto dotato di quelle caratteristiche comiche al punto giusto, capaci di sollecitare una risata spontanea, mentre guida gli altri attori, attraverso uno scambio di battute serrate e senza incertezze.

La regia della commedia – realizzata con il patrocinio gratuito del Comune di Cosenza – è firmata da Pietro De Luca, mentre l’allestimento scenico è ad opera di Vittorio Speciale.

Tutto un paese che si reca a casa di Zì Pasquale, che un bel giorno riceve una lettera da “Nuova Yorka” , nella quale si legge che un suo anziano zio è deceduto e che ha lasciato una cospicua eredità. Tutti pretendono una parte di eredità che non solo non è stata ancora riscossa, ma che mai giungerà nelle mani di Zì Pasquale, che si trova intanto a combattere con persone comuni e personalità importanti del paesello nel quale vive, e dunque con il clero, figli, parenti e affini, che continuano a fargli visita, semplicemente per riscuotere una parte di quella eredità per le più disparate necessità.

Luigi Speciale
Luigi Speciale

Un “vai e vieni” sulla scena, fatto non solo di personaggi, ma anche di costumi, di musica e di capacità interpretative. Tanti gli applausi che il pubblico di Cosenza, ha riservato alla commedia e ai suoi attori, che in due atti, hanno saputo come rendere giustizia, ad un bel testo che reca in se anche una morale.

Tutti ti cercano quando hanno un interesse, tutti scompaiono quando nulla ti appartiene più. Uno spaccato esilarante di una realtà fin troppo schietta, che tra equivoci, pettegolezzi e tanta simpatia, ha tenuto alta l’attenzione del pubblico, attraverso un’opera in vernacolo, che non ha conosciuto esitazioni.

La compagnia teatrale “premio letterario amaro silano”, è composta da attori che hanno prestato la propria arte e passione “gratuitamente” e questo gesto sottolinea ancor più quanto alto e pregevole sia il progetto messo in piedi da Luigi Speciale.

Tutto accordato e ricco di simpatia, mentre personaggi come Zì Pasquale, Zà Rusineddra, Cummara Filomena, Don Carlo, sindaci, avvocati, carabinieri, monache e passeggiatrici, sono riusciti a raccontare una commedia ricca di tanti dettagli, espressivi e dialettici, senza lasciare nulla al caso.

Ottime performance, hanno reso lo spettacolo divertente ed incisivo.

Un plauso a chi questa commedia l’ha scritta, a chi l’ha diretta e ai tanti attori, che seppur non professionisti, hanno dimostrato che il teatro fatto bene si può realizzare, se si hanno come mezzi, passione, affiatamento e bontà di intenti.

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