Continua l’odissea dei 1800 lavoratori Infocontact, dislocati su tutto il territorio calabrese, che rischiano di restare senza lavoro e senza stipendio
Dopo la dichiarazione di insolvenza per circa 65 milioni di euro, dichiarata dall’amministratore delegato Giuseppe Pane, la società Infocontact srl, é gestita in amministrazione straordinaria.

In questa situazione, i lavoratori, rischiano adesso di essere tagliati fuori dal piano di chi vuole “salvare” la società lasciando a casa circa 100 dipendenti e facendo passare i restanti, ad un part time al 50%.
Gli stipendi passerebbero dunque da circa 1000 euro a 500 mensili, e con la clausola di mantenere i livelli occupazionali per soli due anni.
Certo, 500 euro al mese non sono sufficienti per arrivare a fine mese – così come dichiarano indignati e stanchi i lavoratori Infocontact – e non consentono alle famiglie di affrontare neanche un eventuale imprevisto.
Tra i lavoratori ci sono coppie in procinto di sposarsi, uomini e donne in attesa di un figlio, gente con un mutuo sulle spalle.
Uomini e donne che hanno accettato l’incarico all’interno dell’azienda Infocontact, mettendo a disposizione tutta la loro professionalità e il loro impegno, e che con tutte le loro forze vogliono conservare quel lavoro, che é importante, quasi sacro, per ognuno di loro.
L’azienda definisce questa proposta un sorta di “salvataggio aziendale”, ma che si traduce in un dramma per i dipendenti che si vedono ledere nella dignità, e che vengono così lasciati senza speranza, al loro nuovo destino di precarietà.
Sono proprio i lavoratori della Infocontact, a chiedere un risveglio delle coscienze, ed un aiuto concreto da parte di chi può e vuole dare loro una mano, affinché possano difendere il diritto al lavoro e alla serenità che solo la stabilità può concedere, affinché questa terra non sia sempre più in stato di abbandono e che i giovani decidano di restare, anziché dire addio alla Calabria.
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