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Inghilterra post-Brexit: cosa è cambiato 4 anni dopo

Dalla Brexit sono passati ormai quattro anni, sebbene fosse presentata come una soluzione rivoluzionaria per l’economia inglese questa scelta ha comportato scenari complessi e a volte incerti. Il governo guidato all’epoca da Boris Johnson aveva promesso una Brexit che avrebbe liberato l’economia da restrizioni e consentito una crescita accelerata attraverso politiche di deregolamentazione e una maggiore apertura commerciale. Tuttavia, la realtà ha dimostrato che le cose non sono andate esattamente secondo i piani. Cerchiamo allora di fare il punto della situazione con un’analisi più approfondita.

Le sfide economiche post-Brexit

Dal 2021, anno in cui il Regno Unito è effettivamente uscito dal mercato unico europeo, fino al 2023, il PIL del paese è cresciuto ad un tasso annuo medio del 4,5%. Sebbene questa possa sembrare una crescita interessante, è importante notare che nel 2020 il PIL si era contratto del -10,3%, principalmente a causa degli impatti combinati della pandemia e dell’incertezza legata ai negoziati post-Brexit con l’UE.

Tuttavia, il governo ha cercato di raddrizzare la situazione, evitando una recessione nel 2023. Ciò nonostante, sono state necessarie strette fiscali e monetarie che potrebbero avere un impatto negativo sulla crescita economica futura.

La valutazione complessiva della Brexit rimane alquanto ambigua. Se da un lato la permanenza nell’UE avrebbe potuto proteggere il Regno Unito dalle turbolenze degli ultimi anni, dall’altro la strategia della Brexit ha posto le basi per una politica commerciale più dinamica e orientata alle priorità strategiche del paese.

Una panoramica sul lavoro in UK post-Brexit

Negli anni sono tantissimi gli italiani che hanno sognato di trasferirsi in Inghilterra per costruirsi una carriera e un nuovo futuro. L’atmosfera britannica e il cosmopolitismo di Londra hanno sempre avuto un fascino indiscusso. Cerchiamo però di capire quali sono state le implicazioni sul lavoro in UK della Brexit.

Una delle principali novità sul fronte lavorativo è stata una maggiore disoccupazione, in termini percentuali e un nuovo sistema a punti per chi vuole trasferirsi in Gran Bretagna per lavoro. Questo sistema valuta i candidati in base a determinati criteri, assegnando loro un punteggio complessivo. Per ottenere il visto per Skilled Worker, necessario per lavorare in Inghilterra, è richiesto un punteggio minimo di 70 punti.

La Brexit ha reso il processo di trasferimento e lavoro nel Regno Unito leggermente più complesso, ma non impossibile. È essenziale che i potenziali lavoratori siano informati sui requisiti e si assicurino di soddisfare i criteri necessari prima di avviare il processo di candidatura. Inoltre, è importante considerare anche altri aspetti, come la capacità di mantenere se stessi finanziariamente e l’accesso ai servizi sanitari nazionali.

Approfondiamo i vari requisiti e punteggi

I punti sono assegnati in base ai seguenti requisiti:

  • Licenza di sponsorizzazione: Il datore di lavoro che offre l’impiego deve possedere una licenza di sponsorizzazione, che fornisce al lavoratore il certificato di sponsorship. Questo requisito fornisce 20 punti.
  • Qualifica professionale: Il lavoro proposto deve richiedere una qualifica professionale equivalente alla maturità superiore. Questo garantisce ulteriori 20 punti.
  • Conoscenza della lingua: Il candidato deve dimostrare di possedere una padronanza dell’inglese di almeno livello intermedio (B1 o superiore). Questo requisito fornisce altri 10 punti.
  • Stipendio minimo: Infine, il candidato può ottenere i restanti 20 punti dimostrando di ricevere uno stipendio annuo superiore a £25,600. Tuttavia, se lo stipendio è inferiore ma non inferiore a £20,480, è possibile guadagnare questi punti soddisfacendo altri criteri, come il possesso di un dottorato di ricerca o l’inclusione in una lista di occupazioni carenti.

Trasferirsi in Inghilterra conviene?

Nonostante le sfide poste dalla Brexit, il Regno Unito rimane un luogo allettante per coloro che cercano opportunità lavorative all’estero. Con una corretta pianificazione e la conoscenza dei requisiti necessari, è ancora possibile realizzare il sogno di vivere e lavorare in Inghilterra. Sebbene vi siano state delle contrazioni economiche e lavorative Londra e tutta la Gran Bretagna, esse mantengono la loro attrattiva e una posizione salda. Per chi è altamente qualificato e ambizioso l’Inghilterra rimane un ottimo luogo dove approdare e i traslochi Italia Inghilterra non hanno subito flessioni impressionanti.

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