AIParC Cosenza, il 10 Dicembre, inaugurera’ il Parco Letterario “Saverio Strati” nel borgo che diede i natali allo scrittore
Di Anna Maria Ventura
C’è un punto della Calabria in cui le strade sembrano non condurre semplicemente da un paese all’altro, ma da un tempo all’altro. Un luogo in cui l’Aspromonte si fa pagina, voce, memoria e dove la letteratura non è un monumento immobile ma una corrente viva che attraversa generazioni. È da questa idea che nasce, in seno all’AIParC Cosenza, il Parco Letterario dedicato a Saverio Strati, un territorio di parola e di radici che non ha confini fisici, ma si distende nel paesaggio interiore di chi continua a leggere, studiare, respirare le storie dello scrittore di Sant’Agata del Bianco, per approdare poi in altri lidi, dove la letteratura conduce, attraversando spazio e tempo.
Così accadrà il 10 dicembre 2025, quando il “virtuale” e appena nato Parco Letterario “Saverio Strati”, avrà il suo battesimo simbolico a Sant’Agata del Bianco, là dove prenderà forma, in modo ufficiale, il percorso culturale, che, in nome di una delle voci più intense del Novecento italiano, viaggerà attraverso la letteratura, per stimolare ricerche e confronti e riflettere su temi e questioni del mondo culturale calabrese e italiano.
Intanto il primo viaggio avrà come meta Sant’Agata del Bianco.
La partenza avverrà di prima mattina da Cosenza – Rende. Sul pullman saliranno Soci dell’AIParC Cosenza, studiosi, lettori e appassionati, ma anche gli studenti del Liceo “Gioacchino da Fiore” di Rende, alcuni vincitori del concorso dedicato alla figura di Strati, altri che hanno incontrato nel loro percorso di studi, lo scrittore e ne sono rimasti affascinati, tanto da voler conoscere da vicino il suo mondo, il suo paese, la sua gente. Nel corso della cerimonia di inaugurazione del Parco Letterario nella sala consiliare del Comune di Sant’Agata del Bianco, verrà presentato un volume corale edito da Alimena Edizioni Meridionali, che contiene i lavori di tutti gli studenti delle varie scuole che hanno partecipato al concorso: racconti, saggi, riflessioni nate tra i banchi e diventate, insieme ai contributi di professori, giornalisti e studiosi, un coro di sguardi nuovi su un autore che parla ancora al presente.
Per molti di questi ragazzi sarà la prima volta in cui un viaggio scolastico si trasformerà in un pellegrinaggio letterario, in un incontro con un paesaggio che non hanno mai visto, ma che già conoscono attraverso le pagine lette in classe.
Durante il tragitto, l’autostrada diventerà il filo narrativo del viaggio: i ragazzi discuteranno dei racconti, dei temi, dell’infanzia aspromontana che Strati trasformò in letteratura potente e universale. Nei finestrini si rifletteranno i paesaggi mutevoli e, insieme, i pensieri di chi avrà scelto di partecipare a questa giornata come a un atto di restituzione, come se su quel pullman troveranno Saverio Strati in persona, che farà ritorno al suo paese, alla sua casa alla sua gente.
Quando l’autobus arriverà a Sant’Agata del Bianco, ad accogliere i partecipanti non sarà semplicemente un paese, ma un luogo che ha scelto di rinascere a partire dalla parola. Un borgo che ha saputo trasformare la propria fragilità in opportunità grazie a politiche culturali coraggiose: è il frutto della visione del Sindaco Domenico Stranieri, che ha fatto della cultura delle radici la leva di una rinascita civica. Stranieri non ha semplicemente inaugurato eventi: ha scelto di seminare azioni: festival, percorsi didattici, interventi di recupero, che hanno riavvicinato persone, memoria e futuro. Qui la cultura è cura di un paesaggio e al contempo progetto collettivo; qui la casa dello scrittore sembra riprendere voce. E il paese vita. Si cammina tra le case in pietra e i vicoli stretti, si ascoltano storie di contadini e di partenze, si riconoscono i punti dove la realtà ha ispirato la finzione; ogni angolo è una lezione sul modo in cui la terra plasma la parola. Negli ultimi anni, infatti, grazie alla visione del Sindaco, un amministratore che unisce alla concretezza la rara capacità di immaginare, il borgo si è trasformato in un laboratorio culturale diffuso, un piccolo miracolo di resistenza allo spopolamento.
Le viuzze del centro storico, le case recuperate, i murales che raccontano storie contadine e memorie stratiane parlano un linguaggio nuovo, suggerendo che la letteratura non è qualcosa da conservare sotto vetro, ma un’energia viva, capace di restituire dignità ai luoghi e a chi li abita.
Altra figura, che renderà ancora più ricco di simboli questo viaggio, è Palma Comandè, scrittrice e nipote di Saverio Strati, custode attenta e appassionata della sua memoria. Sarà lei ad accogliere i partecipanti come una sorta di dea Vestale in un tempio, con la grazia di chi vive la letteratura non come un’eredità da mostrare, ma come una fiamma, che arde anche dentro di lei, da mantenere viva.
La sua presenza, profondamente radicata nella storia familiare e culturale di Strati, offrirà agli ospiti giunti da lontano non solo il calore dell’accoglienza, ma la sensazione di entrare in uno spazio sacro: quello della parola che ritorna alla sua sorgente, quello di un Parco Letterario che nasce anche grazie alla dedizione di chi crede nel fuoco sacro della parola letteraria.
Proprio per questo, il Parco Letterario “Saverio Strati” che verrà inaugurato ufficialmente il 10 Dicembre,ma è già ricchissimo di progettualità, troverà tra gli ulivi dell’Aspromonte il suo terreno più naturale.
La Sala Consiliare del Comune si aprirà come una piccola arena di pensiero. L’inaugurazione del Parco diventerà subito un abbraccio collettivo, un intreccio di storie e intenzioni.
A portare i saluti saranno il sindaco Domenico Stranieri, custode entusiasta di questa rinascita; Salvatore Timpano, Presidente Nazionale AIParC; Tania Frisone, Presidente AIParC Cosenza e Presidente del Parco, che da mesi sta tessendo la rete di relazioni e iniziative che quel giorno verranno annunciate e Francesca Pisani, Sindaco di Casali del Manco, uno dei territori che più crede nella forza educativa della cultura.
A introdurre e guidare la cerimonia sarà Anna Maria Ventura, Curatrice Responsabile del Parco Letterario, che condurrà l’incontro con la delicatezza e la precisione di chi sa che ogni progetto culturale è, prima di tutto, un atto di cura.
La dimensione editoriale entrerà poi in sala con la presentazione del volume “Parco Letterario Saverio Strati”, a cura di Tania Frisone e Anna Maria Ventura, Edizioni Alimena – Orizzonti Meridionali, illustrato dallo stesso Editore Franco Alimena. Il libro, che raccoglie, come già detto, i lavori degli studenti partecipanti al concorso e i saggi di docenti e studiosi, costituirà il primo tassello di un archivio in costruzione: una voce plurale che darà nuovo fiato alla memoria stratiana, prima e poi ad altri autori, che il Parco visiterà nel suo percorso.
Ada Giorno, la docente che ha seguito la preparazione culturale degli studenti del “Gioacchino da Fiore, porterà la testimonianza delle scuole, ricordando come l’opera di Strati riesca ancora a parlare alle nuove generazioni e a restituire loro un senso di appartenenza e possibilità.
A seguire, gli interventi della scrittrice Palma Comandè e di Luigi Franco, Direttore editoriale della Rubbettino, Casa Editrice, che ha curato la nuova edizione dell’opera omnia di Saverio Strati. Egli, certamente, avrà modo di allargare lo sguardo al ruolo delle case editrici nei processi di rigenerazione culturale.
Le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Trebisacce, Docente universitario e Consigliere AIParC Cosenza.
L’inaugurazione del Parco Letterario segna idealmente il ritorno di Saverio Strati a Sant’Agata del Bianco e non sarà solo un evento, sarà un gesto di continuità. Sarà il riconoscimento che la parola, prima di essere scritta, nasce da una terra, da un destino, da un paese che si affaccia sull’Aspromonte come su un mondo interiore.
Quando, a pomeriggio inoltrato, il pullman riprenderà la strada del ritorno, ciascuno porterà con sé qualcosa di più d’una cartolina: la sensazione che una realtà virtuale, com’è il Parco Letterario “Saverio Strati”, possa trovare, per un giorno, una carne e un battito; la percezione che i libri possono essere ponti; la consapevolezza che i borghi, se curati con intelligenza e amore, possono tornare a essere comunità vitali. E mentre il giorno scivolerà verso la sua conclusione, sarà chiaro a tutti che questo viaggio, reale e simbolico insieme, non finirà con il rientro serale. Perché ogni partecipante, adulto o studente che sia, riporterà con sé un seme: la consapevolezza che la letteratura, quando ritorna nei luoghi che l’hanno generata, non si limita a raccontare la memoria, ma crea futuro.

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