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La Fidelis Andria fa un sol boccone di un Cosenza impalpabile

Si interrompe a 6 la striscia di risultati utili consecutivi dei lupi, l’Andria si impone per 2-0 con un gol per tempo

Lo stadio “Degli Ulivi” di Andria si conferma fortino inespugnabile per il Cosenza, è la settima sconfitta per i rossoblu negli ultimi 10 incontri giocati nel catino biancazzurro.

La squadra di Roselli vista ieri sera in campo ha fatto ben poco per infrangere questo tabù. Un solo aggettivo per definire il match disputato dai silani: abulico. A salvarsi dal grigiore generale i soli Filippini e Perina. Non è una novità per il pipelet, nella sua terra di origine Pera sfodera la sua solita prestazione sopra le righe, incolpevole sulle segnature avversarie ci mette le manone e la sua prontezza di riflessi per evitare un passivo peggiore.

I tifosi del Cosenza presenti ieri ad Andria
I tifosi del Cosenza presenti ieri ad Andria

Una ghiotta occasione gettata al vento, dopo il passo falso del Lecce a Catania il primo posto era ad un tiro di schioppo, a questo punto il deja vu del match con il Matera dello scorso anno è d’obbligo.

Anche in quel caso mancava tanto così per guardare tutti dall’alto in basso ma è finita con un flop. Quando c’è da dare lo strappo al campionato, quando c’è da alzare la voce il Cosenza toppa, lo dicono i risultati.

IL PRIMO TEMPO Pronti via e il Cosenza si accorge di poter giostrare palla a suo piacimento, il tecnico dei padroni di casa Favarin decide di lasciare il pallino del gioco in mano agli ospiti.

Mai era successo in era roselliana di chiudere una partita con una percentuale di possesso palla superiore al 60%. Il tutto coincide con una delle peggiore partite disputate dai lupi. Come a dire che il Cosenza non sa cosa fare con il pallone tra i piedi, preoccupante per uno sport chiamato calcio.

Rada esulta dopo il gol del 2-0
Rada esulta dopo il gol del 2-0

In effetti la circolazione della sfera è lenta e macchinosa, la difesa risente dello spostamento di Blondett sull’esterno, né TedeschiMadrigali sono in grado di far salire la squadra in maniera fluida e propositiva. Se si può la giornata del centrocampo rossoblu è ancor più buia, Ranieri tenta invano di dare respiro alla manovra, Caccetta è l’ombra di se stesso, gigioneggiante e impacciato, Mungo è poco ispirato.

Gambino è abbandonato a se stesso nell’isola deserta della difesa pugliese, Criaco è un ectoplasma, Filippini, come detto prima, si danna l’anima e dimostra di fare sempre la scelta giusta quando è in possesso di palla, peccato che sia un piccolo fascio di luce nel buio generale.

La Fidelis impiega 13 minuti per passare in vantaggio, Cruz raccoglie un assist involontario ma in perfetto stile film horror di Tedeschi e ha tutto il tempo di prendere la mira dai 20 metri per freddare Perina.

La conclusione dalla distanza, un’illustre sconosciuta per i rossoblu dall’inizio del campionato a questa parte, perché non provarci mai? La musica non cambia nemmeno dopo il vantaggio, la manovra è sempre in mano agli ospiti ma quando c’è da inventare qualcosa per mettere in difficoltà la Fidelis l’imprevedibilità latita.

IL SECONDO TEMPO Con l’inizio della ripresa ci si attende qualche cambio ma tutto tace. A complicare i piani di mister Roselli ci pensa il risentimento muscolare di Ranieri, costretto ad abbandonare il campo in funzione del suo alter ego Capece. Tutti si attendono la sostituzione dell’evanescente Criaco con Cavallaro ma le aspettative rimarranno deluse.

I pugliesi attendono il momento giusto e ogni qual volta riescono a spingersi oltre il muro di gomma della difesa rossoblu sono guai. Succede al 48`con Onescu che impegna Perina, al 57` con Piccinni che coglie il palo con una potente conclusione e al 68` con Cianci che manda di poco al lato. Per vedere il Cosenza dalle parti dell’inoperoso Poluzzi bisogna attendere il minuto 85, cross al bacio di Corsi e Gambino stampa la sua incornata sul montante.

Due minuti dopo Cavallaro solo soletto manda fuori il pallone che avrebbe potuto ravvivare un finale invece già scritto. Si, perché nel frattempo Ionut Rada al 71` aveva indovinato l’angolo alto alla destra di Perina con una punizione da applausi. Risultato giusto, giornata no per tutto il Cosenza e per il tecnico Roselli.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Poluzzi; Aya, Allegrini, Rada; Annoni (79′ Matera), Piccinni, Onescu, Minicucci (88′ Berardino), Tito; Cruz, Cianci (84′ Fall). A disp.: Pop, Cilli, Valotti, Volpicelli, Colella, Starita, Curcio, Imbriola, Klaric. All.: Favarin
COSENZA (4-3-3): Perina; Corsi, Tedeschi, Madrigali, Blondett; Mungo (59′ Baclet), Ranieri (53′ Capece), Caccetta; Criaco (69′ Cavallaro), Gambino, Filippini. A disp.: Saracco, Bilotta, Meroni, Appiah. All.: Roselli
ARBITRO: Sozza di Seregno
MARCATORI: 16′ Cruz, 71′ Rada
NOTE: Spettatori circa 2000 con un rappresentanza ospite. Ammoniti: Allegrini (A), Filippini, Caccetta (C)

Per approfondimenti consultate la pagina Facebook Lupi si Nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

Le immagini dell’articolo sono tratte dalla pagina ufficiale della Fidelis Andria.

 

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