E’ una mattina di primavera in pratica. In un Gennaio molto duro e freddo, ma questa giornata doveva essere così. Lo merita la mamma di Sofia, lo meritano le forze dell’ordine, lo merita la città di Cosenza. E’ la mattina dell’uscita dalla clinica Sacro Cuore di una mamma e una figlia che hanno vissuto tre ore di panico, follia.
Tre ore dove Cosenza si è unita in una catena che non si è spezzata e ha contribuito al ritrovamento di una bambina letteralmente scippata alla mamma naturale.
A Sofia racconterà tutto il padre di quello che è successo, ma adesso è tempo di uscire da quella clinica che in questi giorni è diventata una sorte di Casa Bianca.

Tutti i media nazionali hanno ormai messo le tende da giorni e il traffico di fili, telecamere, registratori, microfoni, è un traffico importante. Di quelli che lasciano il segno. I servizi sono tanti, le interviste sono tante e si cercano storie nelle storie.
Ed eccola la pasticcera a cui Rosa Vespa aveva ordinato la torta o la proprietaria di un negozio per neonati dove la stessa Rosa comprava completini rigorosamente di colore azzurro. Ma ritorniamo all’ora di pranzo e quell’uscita di Valeria Chiappetta che ringrazia tutti tra applausi e tanta emozione. Ed è molto bella l’intervista che ha rilasciato a Repubblica.
Approfittiamo per riportare un virgolettato di Valeria che fa capire cosa ha passato in quelle ore: “quando ho capito che l’avevano rapita ho aperto la finestra e ho guardato giù. Mi sono sentita all’improvviso morta”.
E ancora “il mondo mi è crollato addosso. Il 21 gennaio resterà il giorno in cui nelle 24 ore sono morta e rinata. Il compleanno di Sofia resta il 20 gennaio, ma ogni 21 faremo un’altra festa”.
I riflettori, almeno davanti la clinica con l’uscita di mamma e figlia si spengono, si accenderanno davanti ad un tribunale. Intanto si ritorna a casa. Ed ad attenderla c’è il sindaco di Castrolibero Orlandino Greco che “battezza” Sofia come “nuova cittadina di Castrolibero”.
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