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La reggina Anna Barbaro argento alle Paralimpiadi di Tokyo nel Triathlon

La reggina Anna Barbaro argento nel Triathlon alle Paralimpiadi di Tokyo

“Questo argento è per l’Italia, per la mia regione, che ha bisogno di reagire”

Sono le parole piene di emozione di Anna Barbaro, argento nel Triathlon alle Paralimpiadi di Tokyo. Anna conquista una medaglia sensazionale, la quindicesima per l’Italia, nel PTVI femminile (specialità paralimpica che comprende gli atleti con disabilità visiva assoluta (PTVI1) o parziale (PTVI2/PTVI3), nella gara disputata sulla distanza di 750 metri a nuoto, 20 km di ciclismo e 5 km di corsa.

L’azzurra arriva seconda in 1:11:11, a 3:56 dall’oro della spagnola Susana Rodriguez (PTVI1), prima in 1:07:15.

la reggina Anna Barbaro (Fiamme Azzurre), guidata da Charlotte Bonin (Fiamme Azzurre) Ph. RaiSport
La reggina Anna Barbaro (Fiamme Azzurre), guidata da Charlotte Bonin (Fiamme Azzurre) Ph. RaiSport

Anna Barbaro, di Reggio Calabria, porta in alto il tricolore nel momento dell’arrivo con la sua guida Charlotte Bonin. Tanta la felicità e la commozione espressa dalla reggina ai microfoni di RaiSport che ha deciso di dedicare la medaglia alla “sua” Calabria:

“Questo argento è per l’Italia, per la mia regione che ha bisogno di reagire. Rappresenta un incoraggiamento a tutti perché siamo forti e ce la facciamo. Forza Calabresi” -dichiara Anna. E poi: “Il mio cuore è troppo pieno di sentimento al momento, dedico questa mia soddisfazione a mio padre, al mio fidanzato, al mio allenatore e, perché no, anche a me stessa perché dentro il mio cuore c’è il mondo.”

“La mia è una lotta per il Sud e la sua crescita”

La reggina, inoltre, conquista anche la prima medaglia nella storia della Paralimpiadi calabrese. Il suo idolo, Pietro Mennea, pugliese di Barletta, diceva: “I pugni chiusi smuovono il mondo”. E a tal proposito Anna Barbaro, che non ha mai dimenticato la sua regione nella sua lunga corsa verso l’argento, conclude: “Ragazzi, non abbiate paura per quello che vi sembra un grande mostro, potete farcela. La mia è una lotta per il Sud e la sua crescita perché tutti devono sapere che ci siamo e siamo presenti”

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