Una valigetta,una cartolina ritrovata tra le foto in bianco e nero un pò ingiallite dal tempo, le foto che raccontano i primi anni di un amore nato al tempo dei miei genitori
La partenza per il militare, la lontananza che separa e l’unico modo per restare in contatto.. scrivere una cartolina che esprimesse il dispiacere del distacco e la voglia di ritrovarsi presto,affidando ai sogni il ricordo di un bacio.
Tempi decisamente diversi,tempi di attese,di giorni prestabiliti per poter incontrare il proprio amore,di passeggiate controllate a vista,di approvazione per potersi frequentare ed amare.
Si affidavano i propri pensieri alla scrittura e la penna e il foglio bianco erano unici alleati per potere esprimere tutto il sentimento che si provava,gli unici mezzi possibili.
Oltre a questi c’era anche la famosa cabina telefonica,reperto storico,ormai in via di estinzione,i gettoni ammucchiati nella bustina di plastica e inseriti ,premendo poi i tasti con il dito e formulando il numero di casa dell’amata/o per poterne sentire la voce anche per pochi minuti.
Cosa ne possiamo sapere noi di quei tempi e ancor di più cosa ne possono sapere le nuovissime generazioni.
Non si conosce l’emozione di ricevere una cartolina,il tempo di attesa per poterla leggere,per leggere il pensiero che proviene da un posto lontano.
Oggi il cellulare,il computer,il tablet sono i mezzi a cui ci affidiamo per comunicare ed anche per amare.
Whatsapp,facebook,instagram hanno sostituito quelle cartoline,quelle lettere e quelle cabine e forse hanno anche spento l’emozione dell’attesa.
Una citazione dice:”L’attesa del piacere non è forse essa stessa il piacere?”.
L’amore oggi è tutto e subito,è ti scrivo su whatsapp,è ti taggo su facebook,è ti mando il messaggio vocale,è anche a volte comunicare non comunicando quando poi si è vicini.
Quante volte ci siamo trovati di fronte alla scena di una coppia seduta al tavolo di un locale,con gli occhi puntati sui propri cellulari e le mani occupate a scorrere sulla tastiera.
L’amore oggi è per l’ultimo modello di cellulare.
L’amore al tempo dei miei genitori, forse… un amore più vero.
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