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Larry Franco Trio, come in un “piano bar” con qualche posto in più

Racconta di aver girato il mondo con il suo trio, Larry Franco. Australia, sud America, Giappone, fino ad approdare al teatro “Il Piccolo” di Castiglione Cosentino, dove si è consumata la penultima serata della rassegna “Jazz da Gustare”

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Sembra un “piano bar”, con molti posti a sedere, nel quale Larry Franco, in compagnia di Guido di Leone alla chitarra e ad Ilario De Marinis al contrabbasso, ha chiacchierato con il suo pubblico, con quel suo inconfondibile accento barese, che non ha perso pur girando il mondo, e quella simpatia che a tratti lo rende irresistibile. E poi canta, Larry Franco e suona il pianoforte, con quello swing che sa fare “festa” e che conduce lo spettatore lungo quelle dinamiche musicali che raccontano il suo omaggio a Nat King Cole.

La formazione, in formula “drumless” – ossia senza batteria – è ricca di verve e “di tempo”, e ripropone le atmosfere dell’epoca nella quale Nathaniel Adams Coles, divenne King Cole, dopo che ci mise “la voce”. Ed è proprio Larry Franco che con trasporto racconta la storia di quella sera, di quando un boss, presente nel locale nel quale suonava in trio, gli chiese – tramite un cameriere – di cantare una canzone. Racconta di quando lui si rifiutò, fin a quando il proprietario del locale non lo minacciò di licenziamento e allora lui, aprì bocca e non smise più.

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E allora via con “Route 66”, e “Mona Lisa” pezzi indimenticabili, del repertorio straordinario di Nat King Cole, riarrangiati in chiavi super-swing, nella quale ognuno dei musicisti, ha messo il suo personalissimo “tocco”.

Il ricordo va anche a Nicola Arigliano, crooner italiano, che Nat conobbe nel suo viaggio in Europa, e la versione di “permette Signorina” diventa un ponte tra il jazz bianco e quello afro-americano e nel mezzo c’è Larry Franco che fa “categoria a se”, perché quell’omaggio a Nat King Cole, si nutre di passione, di personalizzazione, di contaminazione che derivano da un vissuto da jazz-man dai panorami ampissimi.

Non si può fare a meno di apprezzare la versione di “in the sunny side of the street” ed ancora “Orange colored sky”, pezzi nei quali viene svelata a pieno la capacità di Larry Franco, e dei suoi compagni di viaggio di coinvolgere, di “esplodere” in quello stile unico, che appartiene ai trii swing.

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La serata prende una piega sofisticata, quando il crooner pugliese invita a salire sul palco una bravissima cantante soul, pugliese anch’ella, che risponde al nome di Dee Dee Joy. Le appartiene una voce intrigante e piena, ricca di sfumature, che nella sera del 19 dicembre, ha creato la giusta atmosfera natalizia.

Franco si cambia il copricapo e lo indossa rosso, in pieno stile natalizio, e insieme a Dee Dee Joy, intonano una emozionante “have yourself a merry little christmas”, e poi affida alla voce della cantante bianca dalla voce nera, una versione riarrangiata di “Amazing grace”.

E la famosa “santa claus is coming to town”, invita il pubblico a battere le mani e gli appassionati a cantarla.

Grande sinergia, considerato che i musicisti tutti professionisti affermati, hanno ancora tante energie da spendere su palchi come quello del teatro “Il Piccolo”, capace di ospitare la magia del jazz e le sue innumerevoli sfaccettature.

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“Non dimenticar”, e su quel titolo Larry Franco ci scherza simpaticamente, mentre lo spazio per gli assoli, affidati a Ilario De Marinis, e a Giudo Di Leone, è stato generoso e ben gestito.

E come non regalare al pubblico quelli che sono i pezzi più noti del repertorio del grande Nat King Cole? Arrivano così anche “When i fall in love” e “Unforgettable”, e con la sua voce piena, differente da quella dell’artista che omaggia, ma con la medesima “anima” raffinata, Larry Franco saluta il suo pubblico, a modo suo, con quella sua cadenza italiana-barese e “amerrecana” all’occorrenza.

Al pubblico, che ha applaudito spesso, durante il concerto, è rimasto un “dopo concerto” da consumare a cena, nello stesso teatro.

E adesso si aspetto il gran finale, domani 22 dicembre, quando a chiudere la rassegna “jazz da gustare” – curata in questa prima edizione da Maria Letizia Mayerà e Paolo Fata – arriverà Gegè Munari, che insieme a Francesco Lento, Giuseppe Bassi, ed Ettore Carucci regaleranno un omaggio al grande Totò.

Tutti a teatro, domani sera, perché il jazz ripaga in emozioni e appaga le serate…sempre.

 

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