Goletta Verde monitora la costa, il risultato è che l’80% delle località sottoposte a controlli, risulta fortemente inquinato. Legambiente conclude: “In Calabria non c’è depurazione”
La lunga e triste sfilza di sequestri di impianti di depurazione, verificatasi nella nostra regione nell’ultimo periodo, non fa che mettere in evidenza le gravi condizioni ambientali e la notevole emergenza inquinamento.

A sottolineare e confermare tutto ciò, sono i dati relativi al monitoraggio effettuato da Goletta Verde che mostrano come nei nostri mari, nell’80% delle località sottoposte a controllo, sia stato rilevato un numero di cariche batteriche due volte superiore a quello consentito dalla legge.
La portavoce di Goletta Verde Serena Carpentieri e il Vicepresidente di Legambiente Calabria Andrea Dominijanni hanno sottolineato come la situazione presente non sia solo oggetto di denuncia da parte di Legambiente “visto che nella nuova procedura di infrazione europea sul trattamento dei rifiuti urbani, la Calabria è tra le regioni peggiori d’Italia, con ben 129 agglomerati urbani in cui vengono segnalate anomalie sulla depurazione”.
Legambiente chiede perciò alla Regione Calabria “di fare chiarezza innanzitutto rispetto agli oltre 700 milioni di euro stanziati dal 2000 per colmare le gravi lacune del sistema depurativo calabrese che non solo non hanno prodotto soluzioni reali al problema ma che rischiano di tornare a Bruxelles. E’ una battaglia che si vince solo se anche le amministrazioni comunali, sia dei comuni costieri che dell’entroterra, mettono al centro dell’agenda politica l’emergenza depurativa”.
La situazione è resa ancora più allarmante e grave dai corsi d’acqua “a causa dei depuratori non funzionanti e scarichi illegali, che in ogni caso consegnano il loro apporto inquinante ai nostri mari. Per questo chiediamo agli enti esposti di monitorare costantemente le foci dei corsi d’acqua accanto ai quali, inoltre, spesso si trovano strutture ricettive, come campeggi e stabilimenti balneari. Non possiamo affidarci unicamente al mare e alla sua capacità depurativa per risolvere i problemi. Chiediamo dunque , un riscontro alla regione perché si assuma le responsabilità per gli impegni presi nei confronti dei calabresi e si metta mano al settore della depurazione”.
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