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Qualità dell’acqua a Cosenza, d’Ippolito e Dodaro: “Serve coerenza sulla salute dei cittadini”

I consiglieri comunali chiedono chiarimenti sulla gestione dei controlli dopo i rilievi di Arpacal ed Asp nelle fontane pubbliche della città.

Le analisi condotte da ARPACAL e comunicate dall’ASP di Cosenza Dipartimento di Prevenzione, hanno evidenziato nei giorni scorsi, intervengono i consiglieri comunali Alfredo Dodaro e Giuseppe d’Ippolito, una non conformità nella qualità dell’acqua erogata da diverse fontane pubbliche: Portapiana, Corso Vittorio Emanuele, Archi di Ciaccio, Villa Vecchia, Via Campagna, Piazza Piccola e Piazza Loreto.

In quest’ultima, in particolare, sono stati riscontrati coliformi totali ed Escherichia coli oltre i limiti di legge.

Sulla base di tali esiti, il Sindaco Caruso ha emanato un’ordinanza che vietava l’utilizzo dell’acqua delle fontanelle pubbliche per il consumo umano.

Dalle ultime verifiche tecniche, i parametri sembrano rientrati nella norma, segno che gli interventi di controllo stanno producendo effetti.

Apprendiamo, quindi, che un lavoro sarà stato svolto dagli uffici, ma resta evidente una contraddizione politica che non può essere ignorata.

Resta però una criticità evidente, che come consiglieri comunali riteniamo doveroso evidenziare:

Il divieto ha riguardato solo le fontanelle, non l’acqua che scorre nelle abitazioni delle stesse zone.

Una scelta che appare illogica e che apre interrogativi sulla reale efficacia del provvedimento.

Se la rete idrica presenta contaminazioni microbiologiche in più punti, non si comprende perché non siano state previste misure cautelative anche per le utenze domestiche, dove scorre la stessa acqua.

La salute dei cittadini non si tutela a metà

La gestione di un tema delicato come la qualità dell’acqua richiede coerenza, trasparenza e prevenzione piena.

Tutte cose che non sono proprie di questa amministrazione.

Basterebbe citare fra tutti il caso di poche settimane fa, ove un intera strada è rimasta senza acqua per giorni, senza che dalla fantomatica “amministrazione comunale” uscisse una qualche comunicazione ufficiale.

Non si può intervenire solo su una parte del problema, lasciando scoperti i punti meno che meno piacevoli, chi amministra ha il dovere di essere attento e darne notizia ai cittadini.

La salute pubblica non ammette zone grigie né provvedimenti parziali.

Continueremo a vigilare ribadendo che la gestione dell’emergenza deve essere completa e priva di ambiguità e che ogni intervento sia realmente orientato alla tutela dei cittadini e non a misure simboliche.

Da ultimo ci chiediamo in relazione ai cartelli posti sulle fontanelle che vietavano gli usi “umani”, quali potrebbero o dovrebbero essere tali? In fondo qui l’unica cosa non umana è questa amministrazione!!

Avv. Giuseppe d’Ippolito

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