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Legnochimica: il ricordo di quell’odore..di morte

a cura di Carmelo Picciolo

legnochimicaRicordo perfettamente la prima volta che, da liceale che stava terminando i suoi studi, venni  a Castiglione Cosentino  alla ricerca di un alloggio dove avrei dovuto trascorrere i futuri anni universitari

Ricordo perfettamente che appena scesi dal treno e misi piede sul marciapiede della stazione ferroviaria fui colpito non da qualcosa di visivo ma di olfattivo: un olezzo pesantissimo …quell’olezzo mi avevano spiegato provenire da un’industria il cui nome “Legnochimica” pronunciato da altri mi evocava figure lugubri di esperimenti in laboratorio fatto da persone che immaginavo stessero chiuse lì dentro dalla mattina alla sera salvo uscire di notte a spargere nell’aria gli scarti dei loro esperimenti. Col passare degli anni la mia percezione di  quell’olezzo si era trasformata in qualcosa che c’era  sempre stata  e a cui non prestavo più attenzione, salvo poi dileguarsi e a sparire quasi del tutto…

Ricordo perfettamente quando conobbi Raffaele e andai per la prima volta a casa sua… quell’olezzo che pensavo fosse sparito era ancora lì in quella contrada vicino la zona industriale e da lì non se ne era mai andato…. ritornano alla mente gli esperimenti di laboratorio e i loschi individui che vanno a spargere di notte gli scarti…anche quella volta quell’olezzo diventa un’ abitudine olfattiva e ogni volta che andavo a trovare Raffaele ormai non ci facevo più caso… nei nostri discorsi la parola Legnochimica venne pronunciata a distanza di tempo.. ma non molto tempo.
Ricordo perfettamente la forza d’animo del mio amico, a cui non facevo troppe domande per non invadere la sfera delle cose di famiglia, quando partiva per giorni per accompagnare la mamma  per cure e controlli e soprattutto per cercare di vincere quel male…

Ricordo perfettamente il funerale, il dolore, i pianti… la gente attonita…
Ricordo perfettamente ogni momento della ripresa… fino ad arrivare ad oggi dove quella maledetta parola Legnochimica non evoca più oscure figure ma tanta gente che lotta affinchè la verità venga fuori… una verità nascosta tra i liquami che quell’azienda scaricava… liquami che sono diventati mortali per tante persone che abitano presso il Cancello Magdalone… molte di queste famiglie piangono un loro caro spentosi per un male che non ci vuole molto capire essere generato da quegli scarti.

Non entro nel merito della scientificità degli studi condotti in questi anni presso quella zona maledetta … non mi voglio nemmeno travestire da giornalista che va a scoprire chissà quale verità scomoda anche perché è una verità saputa e che in questi giorni sta venendo con più forza fuori grazie alla caparbietà di Raffaele e grazie anche all’attività giornalistica di Saverio Paletta che ogni giorno sta documentando quanto avveniva nella Legnochimica.  Ci ha provato anche Luca Abete inviato di “Striscia la notizia” a denunciare questo stato di cose. Ma pare che le cose non cambino… quella zona va bonificata urgentemente.

Il mio vuole essere un contributo affinchè gente come Raffaele non perda mai la speranza che le cose possono cambiare  e che quanto sta facendo non cadi nel vuoto dopo il clamore del momento… anche perché casi come quelli della Legnochimica ce ne sono a centinaia e chiunque di noi potrebbe trovarsi esposto a rischi per la salute senza saperlo.

Il mio vuole essere anche un auspicio.. affinchè chi può e deve intervenire lo faccia il prima possibile. E’facile riempirsi di belle parole e lavarsi la coscienza presenziando quando capitano le tragedie… anche perché prima o poi può succedere  che l’acqua che utilizziamo per lavarci la coscienza sia simile a quella che scorre sotto le falde  della Legnochimica!

*Dedicato alla mamma del mio miglior amico

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