Importante compleanno per una figura fondamentale che rappresenta la storia, seppur negativa, di una nazione a favore dell’odio e della discriminazione: compie 90 anni Liliana Segre.
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto fare gli auguri alla senatrice a vita Liliana Segre per il suo novantesimo compleanno. Nella telefonata l’ha ringraziata per la sua preziosa testimonianza contro l’odio e la violenza, in difesa dei diritti di tutti e nel rifiuto di ogni discriminazione.
La storia
Liliana rappresenta un importante testimonianza della Shoah e di tutto ciò che ne ha proseguito come le leggi razziali volute da Benito Mussolini. E’ nata a Milano il 10 settembre del 1930 in una famiglia ebraica laica, figlia di Alberto e Lucia Foligno. Sin dagli 8 anni, la persecuzione e la discriminazione sono stati al centro della sua vita. Dopo essere stata espulsa da scuola, con il padre e due cugini prova a scappare in Svizzera dove però viene catturata dai gendarmi svizzeri e rispedita in Italia. Arrestata, e’ rinchiusa prima nel carcere di Varese, poi in quello di Como e infine a Milano, a San Vittore, dove rimane per 40 giorni.

Nel gennaio successivo viene consegnata alle SS e deportata con il padre in Germania. Internata nel campo di sterminio di Birkenau-Auschwitz, rinchiusa nella sezione femminile insieme ad altre 700 ragazze e 60.000 donne di tutte le nazionalità. A nemmeno 14 anni le viene imposto un numero di matricola tatuato sul braccio (n.75190). Il padre viene ucciso il 27 aprile del 1944.
Nel 1945 i nazisti, in fuga dall’avanzata dell’Armata Rossa, sgombrano il campo trasferendo verso la Germania Liliana e altri 56.000 prigionieri nella terribile ‘Marcia della Morte’. Internata prima nel campo femminile di Ravensbruck e poi in quello di Malchow, la ragazza italiana viene liberata dai sovietici il 30 aprile del 1945. Dei 776 bambini italiani di eta’ inferiore ai 14 anni deportati ad Auschwitz, la Segre e’ tra i soli 25 sopravvissuti. Rientrerà a Milano nell’agosto del 1945.
Una vita segnata, ormai distrutta, per la sola colpa di essere nata.
Liliana, come molti altri sopravvissuti, ha approfittato del tempo libero per riflettere, come in una bolla, e difendersi da un mondo che all’epoca, ma ancora oggi, fatica a trovare una giusta linea di convivenza. C’è voluto il 1990 per ‘rompere il silenzio’. L’incontro con studenti e professori per raccontare la sua storia e la sua testimonianza affinché nulla venga rimossa dalla memoria.
Importanti le sue parole: “Spero che almeno uno di quelli che hanno ascoltato oggi questi ricordi di vita vissuta li imprima nella sua memoria e li trasmetta agli altri. Perché quando nessuna delle nostre voci si alzerà a dire ‘io mi ricordo’ ci sia qualcuno che abbia raccolto questo messaggio di vita. E faccia si’ che 6 milioni di persone non siano morte invano per la sola colpa di essere nate. Altrimenti tutto questo potrà avvenire nuovamente, in altre forme, con altri nomi, in altri luoghi, per altri motivi. Ma se ogni tanto qualcuno sara’ candela accesa e viva della memoria, la speranza del bene e della pace sara’ più forte del fanatismo e dell’odio”.
Buon Compleanno Liliana Segre, icona di coraggio, speranza e memoria.
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