Banner Conad

“L’ora del Rosario”, i tanti talenti profani di Fiorello

E’ sbarcato al teatro Rendano di Cosenza per due serate “sold out” lo straordinario show di Fiorello, che è molto, ma molto di più, di quello che ci si aspetta da un 55enne che ha ancora tanta voglia di fare spettacolo

Non c’è nulla di “sacro” nello show “L’ora del Rosario”, che ieri sera, 2 maggio a Cosenza, ha riempito il teatro Rendano di un pubblico variegato, che ha applaudito e riso senza sosta durante le due ore nelle quali Fiorello ha saputo dare il meglio di se.

Fiorello durante lo show "L'ora del Rosario"
Fiorello durante lo show “L’ora del Rosario”

Sì, perché andando avanti con gli anni, Fiorello sembra avere ancora tanto talento da tirar fuori, mentre si affinano le sue doti canore, e la sua comicità – che non risparmia nessuno – sa essere esilarante e coinvolgente anche senza attingere ad argomenti prettamente “dell’ultima ora”.

Eppure ieri sera, lui un accenno agli avvenimenti di Milano lo ha fatto, “di striscio”, come si dice nel gergo dello show, ma lo ha fatto solo per sottolineare come i “figli di papà”, se fossero stati al Sud anziché al Nord avrebbero avuto vita meno facile, e lui, da buon terrone quale si definisce, ha tirato fuori le sue “colorate sfumature” che hanno saputo ben sottolineare la pochezza dei protestanti.

Canta, balla e recita, come se provenisse da chissà quale scuola di Musical, ed invece lui ha solo messo a punto, in questi 30 anni di carriera, le sue inclinazioni e non nasconde al suo pubblico, che il suo sogno, sin da bambino, era quello di fare il cantante, anche se tanti produttori gli avevano spesse volte detto, che non aveva una voce “riconoscibile”. E’ da questo spunto che Fiorello fa la parodia a tutti i cantanti riconoscibilissimi del panorama italiano, non trascurando mai l’eccellenza del cantato, perché si fa presto ad intuire che Fiorello canta bene, è intonatissimo e ha una estensione che gli permette di cantare anche “la lirica” sia nel ruolo del soprano che del tenore.

Fiorello
Fiorello

Le parolacce sono il suo pane quotidiano, eppure in bocca a lui non hanno nulla di volgare, perché anche quelle, non sono mai messe a caso, nel suo Show … uno show che inizia fuori dal palco, e che “non si conclude” quando lui da quel palco esce.

In platea in inizio di spettacolo, vestito da prete con tanto di barba e cappello, Fiorello scherza con il suo pubblico sottolineando come il cellulare sia “la moderna via del peccato”. Si cambia d’abito più di una volta durante la serata perché in quelle due ore nelle quali il divertimento raggiunge livelli altissimi, Fiorello si trasforma da uomo di “gag” a “Crooner” cantando con una finta orchestra di Las Vegas un “Quando Quando” versione Frank Sinatra, arrangiata da un Tony Renis che appare sullo schermo di una scenografia  – che sembra infinita e che è ricca di effetti speciali – e che con lui duetta, parla ed intrattiene.

Canta con Mina, anche, in un duetto ” a cappella” che – seppur non dal vivo – mostra le straordinarie capacità canore di Fiorello oltre al suo inconfondibile talento nel tenere il palco.

 I gemelli di Guidonia
I gemelli di Guidonia

Estemporaneità e simpatia coinvolgenti, fanno di Fiorello un cinquantenne che ha ancora tanto da dire e da fare. Un cinquantenne che ama il suo pubblico e tesse lo spettacolo su battute che hanno sempre un senso, e non sono buttate lì, solo per sollecitare una risata.

Racconta del suo sentirsi in declino, degli acciacchi dell’età. Parla con passione e simpatia della città di Cosenza, delle sue prelibatezze, dei dentisti, dello showbitz, della differenza tra il caffè fatto con la moka e quello con le cialde…e tanto altro ancora.

Anche se citassi le battute – che per correttezza verso chi lo spettacolo ancora non lo ha visto non cito – non renderebbe certo l’idea della poliedricità e della variegata gamma di sketch proposti da Fiorello durante il suo “show” che è molto “pop”.

Sul palco non è da solo. Ad accompagnarlo durante lo spettacolo – la cui regia è firmata da Giampaolo Solari –  ci sono i suoi musicisti, il maestro Cremonesi, suo amico e compagno di avventure artistiche da sempre, e i gemelli Guidonia, che a cappella cantano stacchetti e annunciano “l’ora del Rosario”.

Rosario Fiorello
Rosario Fiorello

Le ore del Rosario sono due, mentre le risate rubano lo spazio alla preghiera. Eppure lo spettacolo assume un particolare spessore quando Fiorello apre bocca e canta … un pezzo inedito, scritto dal maestro Enrico Cremonesi e poi “futura” di Dalla, impregnano il teatro di attimi di nostalgia e di emozioni a tutto tondo.

Fiorello ha consapevolezza di essere bravo, molto bravo e questo lo sprona a trovare sempre nuove strade per dare il meglio di se.

E così tra finte pause, tra una rappresentazione rivisitata di “Romeo e Giulietta”, tra musica e tante risate, lo spettacolo giunge al termine, mentre sullo sfondo passano le immagini della Città di Cosenza e dell’affetto che i cosentini hanno riservato al bravissimo “showman” che da grande, avrebbe voluto fare il cantante.

Condividi questo contenuto