Il premier Matteo Renzi, in occasione della sua visita in Sud Italia, si è fermato anche a Reggio Calabria, più precisamente in riva allo Stretto, dove ha tenuto anche una conferenza stampa per parlare nello specifico della situazione calabrese.
Secondo il capo del governo, la soluzione potrebbe essere investire sul turismo, dichiarando “abbiamo un grande spazio di crescita che non si pone contro l’attività manifatturiera tradizione. O riusciamo a cogliere le potenzialità del mercato globale o perdiamo le chance per il futuro“.

Renzi, infatti, sostiene che i soldi finora spesi per il territorio siano stati destinati a progetti frammentari e per nulla strategici, causando una dispersione di denaro potenzialmente utile per progetti più concreti e volti a riqualificare l’ambiente e le attività economiche della regione Calabria.
I dati sulle spese sostenute a partire dal 2007 sono alquanto preoccupanti. Alla fine del 2013 i soldi spesi ammontavano al 50% dei fondi europei complessivi. Negli ultimi tre mesi sono stati spesi 2,3 miliardi di euro, portando i fondi utilizzati al 58%. Inoltre, il primo ministro è stato categorico sul comportamento futuro per poter permettere alla Calabria di rifiorire dal punto di vista economico: “Esiste uno spazio da coprire in questo senso sui fondi sviluppo e coesione. I denari a disposizione sono davvero tanti ecco perché nell’appuntamento del prossimo 7 novembre bisognerà avere le idee chiare. Toccherà ai parlamentari segnalare le cose che vanno e che non vanno per poi spendere i fondi, anche utilizzando altri strumenti”.
Infine, Matteo Renzi ha dato indicazioni sui contratti di sviluppo, strumenti che il premier ritiene fondamentali per la buona riuscita del piano economico “In Calabria ne abbiamo firmati due e penso che dobbiamo investire ed intervenire con i contratti di sviluppo, almeno uno al mese, fino a novembre. Chiedo alle istituzioni di individuare le aziende che hanno le caratteristiche per entrare in questa disciplina perché penso che sia interessante dal profilo turistico. Segnaliamo che ci sono 800 milioni di consumatori che si stanno affacciando al mercato globale”.
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