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Sante Pisani sequestro

Maxi sequestro a Sante Pisani, sospetto ‘ndranghetista

L’imprenditore, padre dell’avvocato Vittorio arrestato a febbraio, è accusato di aver riciclato i soldi di alcune potenti famiglie calabresi ripulendoli

Sante Pisani sequestro

Un altro duro colpo alla ‘ndrangheta è stato messo a segno dalla Direzione investigativa antimafia di Firenze che applicando le misure del tribunale di Reggio Calabria ha sequestrato abitazioni, terreni, quote societarie e conti correnti riconducibili ad un imprenditore calabrese trapiantato in Toscana, Sante Pisani, per un valore complessivo dei beni di circa 3,5 milioni di euro. Il provvedimento ha interessato le province di Reggio Calabria, Cosenza, Roma, Prato e Ferrara e per una specie di legge del contrappasso all’imprenditore sospettato di ‘lavare’ i soldi della criminalità organizzata è stata sequestrata anche una lavanderia a Poggio a Caiano, in provincia di Prato, dove si era trasferito agli inizi degli anni Novanta anche se era originario della Piana di Gioia Tauro.

Secondo la Direzione antimafia il ruolo di Pisani sarebbe di primo piano perché era diventato il referente economico-finanziario di vari esponenti della criminalità organizzata calabrese, come le famiglie Pesce e Bellocco di Rosarno.

Pisani ora è indiziato di associazione a delinquere di stampo mafioso, con la ‘specializzazione’ di riciclare notevoli somme di denaro derivanti da truffe all’Unione Europea per contributi elargiti ad aziende e cooperative agricole della Calabria, ottenuti grazie a false documentazioni e collusioni con impiegati pubblici della Regione Calabria. Lo stesso decreto di sequestro ha riguardato anche il figlio di Sante Pisani, l’avvocato Vittorio Pisani che dl’8 febbraio scorso è stato arrestato nell’operazione Onta, per aver favorito la ‘ndrina Bellocco.

 

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