Partiamo da un presupposto, personalmente mi ritengo un nostalgico amante del “pallone”.
Continuo a preferire le numerazioni in campo dall’1 all’11, continuo a pensare che 5 sostituzioni a partita non hanno senso visto che sono metà squadra scesa in campo, continuo a pensare che un mese intero di calciomercato a gennaio sia una pessima idea volta solo al guadagno speculativo di reti di DS e procuratori sportivi che fanno girare ingaggi e compensi spesso e volentieri senza reali vantaggi per le rose che vengono coinvolte da tutti questi movimenti, fino alla più grande stupidaggine partorita dalla governance della Lega che sono i playoff a 10 squadre a girone (!!!!).

Fatto sta che il calcio oggi è soprattutto business e quindi, pazienza, cerchiamo di sopportare e andiamo oltre. Il mercato invernale del Cosenza è stato, almeno nelle intenzioni, un vero e proprio mercato di riparazione-migliorativo: in effetti, ed a ben vedere, quello che doveva essere fatto la scorsa estate, si è compiuto con sei mesi di ritardo, probabilmente complice la venuta del buon Braglia che ha strigliato a dovere chi di dovere facendo capire che le squadre si costruiscono per l’allenatore e non per le prime pagine dei giornali.
Ed allora via Perina (memorandum per il futuro: un portiere che gioca una stagione come la sua scorsa DEVE essere ceduto subito per 3 motivi: soldi, rendimento e dignità del giocatore), via Statella (la sua avventura a Cosenza era palesemente finita da un po’), via Mendicino (a proposito ma gli attaccanti del Cosenza non erano i migliori sul mercato????), via Caccavallo (arrassusia), dentro Perez, Okereke, Camigliano, Zommers, Ramos e Braglia. Complessivamente quindi un mercato con uscite ed entrate in pari misura, con una modifica sostanziale alle caratteristiche dei giocatori a disposizione di Mr. Braglia, e, cosa che evidentemente balza agli occhi, anche un corposo abbattimento del monte ingaggi.
Fatto sta che ora il nostro comandante in campo ha a disposizione una rosa probabilmente più adatta ai suoi bisogni: via i laterali puri offensivi e dentro un pacchetto di attaccanti tra i quali realmente selezionare i 2 da mandare in campo, difesa con alternative affidabili per ogni ruolo e una serie di giovanotti che si spera abbiano la fame sufficiente per spingere i rossoblu verso un galoppata playoff degna.

Detto questo, ed il campo da adesso in poi ci dirà se e quanto siamo stati bravi nel mettere mano a questa rosa, tra il lungo tempo trascorso nel mercato invernale e la lunga strada che si separa all’ultima, se possibile proprio l’ultima, partita dei playoff, ci viene in mente una domanda da girare a chi ne sa più di noi: questo è stato un mercato rivolto solo all’oggi o anche con uno sguardo verso il futuro?
Personalmente la risposta a questa domanda la otterrò, positivamente, se da subito verrà rinnovato il contratto a Braglia dando a lui pienissimi poteri e se alcuni calciatori potranno da subito prolungare anche loro evitando le solite scenette a giugno (Mungo & C.) Per il resto forza lupi e noi tutti insieme senza nessuna distinzione e senza nessuna divisione portiamo in alto i nostri colori.
Immagine di copertina dell’articolo Mannarino.
Vai al contenuto




