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Metti una sera al “Marulla”

Cronaca di una notte di passione per 8 mila cuori rossoblu. E’ sbocciato di nuovo l’amore tra il Cosenza e la sua gente.

Non nascondiamoci dietro un dito. Ci piace da matti fruire del grande calcio comodamente seduti in poltrona. Godersi lo spettacolo di un big match di Premier League con i suoi infiniti e sempre appassionanti derby di Londra, della Liga e il Clasico, è come manna dal cielo per noi malati di pallone. Ma vuoi mettere l’adrenalina di una notte al S.Vito-Marulla? I riflettori sul rettangolo verde a noi più caro, l’attesa di un lungo lunedì che sembra non finire mai, tra le scorie di un weekend che ha lasciato il segno e una giornata di lavoro con la testa rivolta ad un solo pensiero. A noi piace vivere la partita in modalità old style. In giornate come questa la comodità del telecomando sul divano, di un vassoio con un piatto caldo, sono un qualcosa da cui stare lontani. C’è solo un panino ipercalorico da tenere in mano.

La tribuna A in azione
La tribuna A in azione

Non temiamo il freddo, la pioggia e le intemperie. Ci attrezziamo di giubbini e sciarpe rigorosamente rossoblu. Sfoderiamo i nostri migliori rituali scaramantici, la macchina parcheggiata sempre nello stesso punto, l’outfit il più possibile uguale alla domenica passata. E poi arriviamo sulle scale del nostro tempio. Respiriamo a pieni polmoni l’odore dell’erba di quei 100 metri di campo che causano astinenza nei mesi estivi. Le prime nervose passeggiate avanti e indietro sui gradoni nel tentativo di smaltire la tensione del prepartita, manco fossimo noi a dover scendere in campo.

L’avvio di gara è difficile. Il Benevento si conferma squadra molto ostica, del resto è la prima della classe. Il suo fraseggio iniziale manda in tilt i lupi, ma nella seconda metà del primo tempo l’undici di Roselli si ricompatta ed è su un perfetto contropiede orchestrato da Arrighini che Giovanni Cavallaro realizza il più facile dei gol. Lo stadio va in visibilio, in tribuna perdiamo letteralmente il senno regalando abbracci a chiunque si trovi nelle nostre vicinanze. Un unico coro scandisce l’intervallo: “Voglio andar via, voglio andar via di qua, ma non resisto lontano da te!”. La ripresa del gioco è una sofferenza ma c’era da aspettarselo. Il Benevento, spinto dall’entusiasmo di 650 tifosi, spinge sull’acceleratore e raggiunge il pari con un rigore piuttosto dubbio. La delusione serpeggia sugli spalti, ma non la rassegnazione. I lupi ci sono, e la bomba di Corsi a pochi minuti dal termine rischia di mandarci in estasi. Il fischio finale decreta la parità ma per i nostri ragazzi ci sono solo applausi. Noi non molleremo, e ne siamo sicuri, anche la squadra non lo farà, ci sono ancora 4 battaglie da affrontare col coltello tra i denti.

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