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Michela Murgia

Morta Michela Murgia, la scrittrice guerriera

Michela Murgia è morta, all’ancora giovane età di cinquantuno anni per un tumore al quarto stadio al rene.

Con la morte di Michela Murgia, se ne va una delle scrittrici più interessanti del nostro Paese che, con la sua produzione, ha influenzato numerosi lettori, che nei suoi romanzi riconoscevano tanti spaccati della loro vita.

La Murgia iniziò a scrivere nel 2006, quando dopo essere stata assunta al Call Center della multinazionale Kirby, volle smascherare il feroce mobbing a cui aveva assistito lavorando lì, rivelando all’Italia intera le disumane tecniche di motivazione degli ambienti lavorativi che hanno i contratti co.co.co e descrivendo la pesante manipolazione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori precari.

Il suo primo titolo “Il mondo deve sapere” descrive tutta la sua voglia di giustizia. In seguito Paolo Virzì ci fece anche un film: “Tutta la vita davanti”.

Il suo libro successivo fu “Accabadora”, dove raccontò la cultura arcaica della Sardegna e toccava argomenti delicati come quello dell’adozione e della povertà. Successivamente tratterà pure il tema della religione con il romanzo breve “l’incontro”.

Oltre alla narrativa, la Murgia si dedicò alla drammaturgia, portando in scena molte produzioni teatrali come “Istruzioni per diventare fascisti” tratto dal suo omonimo libro e “Dove sono le donne”, un monologo sull’assenza di rappresentanza di genere nelle istituzioni.

Michela Murgia, un’autrice piena di coraggio desiderosa di raccontare le ingiustizie, negli ultimi giorni aveva dichiarato di voler «arrivare viva alla morte». È riuscita a farlo, continuando a dire la sua sino alla fine.

Michela Murgia
Michela Murgia

Tre settimane fa sposò in articulo mortis l’attore e regista Lorenzo Terenzi, proprio lei che definiva il matrimonio uno strumento patriarcale e limitato, descrisse le sue nozze come un “atto politico”.

Le fece alla sua maniera, nel giardino della sua nuova casa romana, distribuendo anelli e abiti bianchi per tutti gli invitati con la scritta del titolo della sua opera ‘God Save the Queer’.

Insomma Michela Murgia, si è sempre dimostrata fuori dagli schemi, con il suo esempio ha contribuito a combattere tutte le disparità, i suoi testi saranno sempre dei manifesti di uguaglianza e di parità.

Domani, la sua famiglia queer le porgerà l’ultimo saluto, lo farà nel modo che piaceva a lei, senza celebrazioni farlocche, ricordando tutte le battaglie che questa scrittrice guerriera ha combattuto nella sua intensa esistenza.

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