La tribuna politica – ospitata da Attilio Sabato- che ha visto confrontarsi i candidati Sindaco al comune di Rende ha confermato quello che noi del MoVimento 5 Stelle di Rende sosteniamo già da tempo: a Rende siamo l’unica vera forza di rottura e i fatti lo attestano.

Mentre gli altri candidati si celano dietro schermaglie di facciata con il chiaro intento di mantenere i toni della campagna elettorale volutamente sottomessi, al fine di garantirsi un agevole passaggio al ballottaggio (con annessi apparentamenti) il nostro candidato Sindaco Domenico Miceli rimarca il malgoverno della città che, senza soluzione di continuità, ha interessato le ultime amministrazioni comunali. Non si può, infatti, prescindere da un dato inconfutabile e incontrovertibile ossia che le promesse elettorali fatte, da Manna nel 2014, sono rimaste tali, mere dichiarazioni d’intenti che non hanno avuto affatto seguito. Sul versante riformista, invece, il set di ambientazione è tipicamente felliniano; Sandro Principe altro non è che un amarcord 2.0 che vive di passato e rimpianti, forse bisognerebbe ricordagli che siamo nel 2019 e non ci sono “chiese simbolo” da inaugurare.
In ultimo, “otto partiti in otto anni” alias Mimmo Talarico ripropone una narrativa già sentita; stesso linguaggio da politico “navigato” che, non avendo più carte da giocare, bleffa spudoratamente e si ammanta di novità laddove rappresenta invece lo storytelling più triste della nostra pagina politica calabrese, se si considera, in aggiunta, il risibile tentativo di rifarsi una “verginità” politica con un, più o meno palese, appoggio dei fratelli Gentile.
Acta est fabula, plaudite!
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