In seguito al triste epilogo che ha colpito Santina Adamo “Tina” e la famiglia, la maestra di danza di Montalto Uffugo, morta all’età di trentacinque anni a causa di un’emorragia post partum, la Procura ha aperto un’inchiesta, e anche il Ministro della Salute Giulia Grillo ha inviato task force (dirigenti del Ministero della Salute, Iss, Agenas, Carabinieri dei Nas e un delegato delle Regioni) con l’intento di fronteggiare eventuali disfunzioni del sistema sanitario.
“Abbiamo il dovere di accertare – aggiunge il Ministro Grillo in una nota – come sia stato possibile che una donna di trentacinque anni, già mamma di un bimbo, abbia potuto perdere la vita dopo aver messo al mondo il suo bambino, che per fortuna sta bene ma crescerà senza la madre. Anche la magistratura ha avviato le sue indagini, ma noi come ministero dobbiamo fare la nostra parte. Lo dobbiamo alla vittima e alla sua famiglia che oggi la piange. Ma lo dobbiamo anche alla Calabria a cui è rivolto il nostro massimo impegno perché torni ad avere una sanità degna di questo nome”.

Con questa nota il Ministero della Salute intende fare luce sulla vicenda, poiché di fronte alla gioia e alla felicità che segue la nascita di un figlio, spesso e volentieri molte coppie vedono sprofondare questo periodo magico in una tragedia:complicanze dopo il parto naturale o cesareo, errori medici, o casi di malasanità.
Gli errori “eventuali” devono essere, per forza maggiore, sottoposti a valutazioni da parte degli inquirenti, tant’ è che è stato necessario avviare le indagini per far chiarezza su quanto accaduto.
Poteva essere evitata la morte di Santina? Su questo si esprimerà la Magistratura, le cui indagini sono condotte e coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, ad essa il compito di individuare i colpevoli oppure ciò che poteva essere fatto per salvare la vita della giovane donna.
Si stanno muovendo tutte le istituzioni, ed anche la Regione ha disposto l’invio della commissione del Risk Management con lo scopo di fornire una relazione dettagliata sul decesso di Santina Adamo. E’ da verificare ed accertare innanzitutto la presenza o meno di chirurghi quella sera in sala operatoria e se ci fossero sacche di sangue a sufficienza per poter rianimare la donna.
Intanto anche il Comune di Cetraro ha preso posizione in merito alla triste vicenda pubblicando quanto segue:
“CATTIVI PROFETI”
“Dolore e rabbia sono i sentimenti che oggi attraversano la città di Cetraro per la perdita di una giovanissima mamma, Santina Adamo, deceduta lo scorso 17 Luglio all’Ospedale Iannelli dopo aver dato alla luce la sua piccola creatura. Sarà la Magistratura a stabilire eventuali responsabilità, anche se siamo certi dell’eccellente lavoro fatto dal personale medico e infermieristico. Ma non si può sottacere sull’inadeguatezza funzionale della struttura, colpevolmente ridotta ai minimi livelli di assistenza sanitaria. Il grido di allarme lanciato, da diversi mesi, da tutto il mondo politico locale, sanitario e sindacale è rimasto inascoltato. A nulla sono valsi gli esposti , approvati all’unanimità dal Consiglio Comunale, inviati al Direttore Generale dell’Asp di Cosenza e al Commissario Cotticelli. Siamo stati, purtroppo cattivi profeti. Avevamo avvertito che le scelte, arbitrarie, di smembrare le urgenze emergenze mettevano in serio rischio tutte le altre attività chirurgiche presenti nel Presidio ospedaliero di Cetraro e creato una forte dicotomia organizzativa e grave rischio per l’incolumità dei pazienti. Cosa ancor più grave che gli stessi operatori sanitari più volte hanno sottolineato l’incongruenza delle scelte fatte. La sola percezione da parte degli utenti di non avere strutture capaci di dare risposte certe ed operare in sicurezza, basta per aggravare il rifiuto di rivolgersi alle strutture sanitarie pubbliche di questo tirreno cosentino. Strutture che ad onor del vero sono piene di professionalità e competenze , che con sacrificio ed abnegazione tentano in tutti i modi di dare risposte. Al commissario Cotticelli, di cui si conosce il rigore e la professionalità, il compito di mettere mani al sistema nel suo complesso, senza rivendicazioni di parte. E’ arrivato il momento di pensare , con ragionevolezza, solo agli interessi degli utenti nel garantire da subito il diritto alla salute certa e sicura. Se questo dovesse significare chiudere strutture ,compreso il Iannelli, che lo si faccia. Non si può più rimanere inerti di fronte ai continui drammi che questa Sanità produce nel tirreno Cosentino. La vicenda dolorosa che ha colpito la famiglia della giovane Santina Adamo ci lascia attoniti , non può un momento gioioso trasformarsi in tragedia. L’intera città, ancora una volta, col consenso di tutti i capigruppo consiliari, ribadirà in Consiglio Comunale che è arrivato il momento delle scelte non più procrastinabili e testimonierà ulteriormente la vicinanza alla famiglia ed agli operatori sanitari”.
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