Il recente fatto di cronaca avvenuto a Corigliano Calabro con l’accoltellamento da parte di un cliente nello studio dell’avvocato Natalino Morrone ha lasciato senza parole la comunità, ma anche i colleghi che ,fin da subito, hanno mandato messaggi di vicinanza all’avvocato Morrone che per fortuna è fuori pericolo di vita.

E queste notizie purtroppo stanno diventando cronaca quotidiana. I liberi professionisti non vivono più sereni professioni delicate dove molte volte si riesce ad arrivare al risultato magari con “una causa vinta” o di “una vita salvata”, ma tante altre volte no. Di certo non si può vivere nel terrore di sbagliare, di non riuscire, nonostante la grande professionalità, ad arrivare a risolvere problemi e accontentare il prossimo.
La società è diventata violenta, non si pensa alle conseguenze di un gesto folle e si pensa soltanto a risolvere i problemi con l’aggressione, la violenza. Quante notizie ultimamente abbiamo letto su aggressioni fatte ai medici e danni ai reparti magari da parte dei familiari di chi arriva in condizioni critiche in ospedali sempre purtroppo in sofferenza. E’ una società malata. Non c’è rispetto e il distacco tra il cliente e il professionista è diventato nullo. Il rapporto è paritario.
Ognuno si sente in diritto di dare la soluzione giusta, la ricetta perfetta e purtroppo tutto questo inizia addirittura nelle scuole. L’alunno risponde senza educazione dando del tu al “maestra o al maestro”. Alunni e figli sempre di più protetti da genitori che pur di tutelare il figlio non riconosce la figura dell’insegnante. Manca quel distacco ed è li che iniziano i problemi…
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