Emergenza rifiuti: non sorgerà più l’Ecodistretto a Morano Calabro e a darne notizia è stato il Comune
L’Ecodistretto non sorgerà più a Morano Calabro: è stata revocata la Delibera di Giunta con la quale Morano candidava il territorio a ridosso del Pollino come sito dell’impianto.
Una decisione che era sta presa all’unanimità lunedì 16 Settembre nel corso dell’ultima assemblea presso la Sala Quintieri del Teatro Rendano di Cosenza, dove erano presenti le 56 amministrazioni comunali e il sindaco di Rende Marcello Manna, nonché presidente di Ato rifiuti Cosenza.
Ad oggi, a seguito delle proteste da parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste, il sindaco di Morano Calabro Nicolò De Bartolo ha revocato, di comune accordo con la sua Giunta, la delibera approvata nei giorni scorsi.
Di seguito l’intervista al sindaco Nicolò De Bartolo
Signor Sindaco, qual è la motivazione per cui l’Ecodistretto non sorgerà più a Morano?
Credo che il compito primario di un buon amministratore sia quello di fare la volontà popolare a attuarla puntualmente. E’ questa l’unica motivazione, e non altre, che ci spinge a revocare la delibera.
Perché voleva puntare su un’impiantistica di ultima generazione?
L’obiettivo era quello di utilizzare la piattaforma per trasformare in biogas la frazione organica, dando vita ad altri materiali riciclabili provenienti dalla raccolta differenziata. Inoltre, l’ecodistretto serviva per il trattamento dei rifiuti dei 150 comuni della provincia.
Lei ritiene ancora che l’Ecodistretto sia fonte di sviluppo?
Sì, certo. L’ecodistretto per me rappresenta una possibilità di sviluppo per questa martoriata terra del Pollino. E’ semplicemente un insediamento industriale e non un termovalorizzatore o una discarica. E’ la giusta conclusione del ciclo dei rifiuti differenziati, necessaria per non bloccare il sistema e consentire il giusto equilibrio ambientale.
E’ stato nominato vicepresidente Ato rifiuti Cosenza. Quali i prossimi step?
Sì, porterò avanti le mie istanze, nel rispetto della cittadinanza e punteremo su ciò che può essere condiviso da tutti, valutando le varie soluzioni per l’emergenza rifiuti.
Si è sentito vittima di terrorismo psicologico e politico. Perché?
Sì, sono stati giorni concitati, di un vero e proprio terrorismo psicologico. Mi auguro che le associazioni ambientaliste, gli esperti di settore e tutti gli attori politici abbiano espresso il loro dissenso per la tutela della salute pubblica, sebbene non ci siano dati certi sulla natura inquinante. Bisognerebbe sperimentare una piattaforma prima di definirla “controproducente”.
Vuole lanciare un messaggio ai cittadini di Morano?
Il territorio è del popolo, di conseguenza lo stesso deve decidere per il futuro del paese. Io dico un’ultima cosa: le scelte devono essere condivise e partecipate
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