Operazione Tnt 2 i carabinieri hanno bloccato otto appartenenti alla cosca Franco. Avrebbero tra l’altro sottratto esplosivi da una nave colata a picco durante la II Guerra Mondiale
Otto persone arrestate come presunti affiliati alla cosca Franco di Reggio Calabria e un ingente sequestro di armi oltre che esplosivo pericolosissimo. È il risultato della brillante operazione messa a segno nelle ultime ore dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria.

Gli arrestati avrebbero avuto legami stretti con la cosca ‘federata con i Tegano’ e sono accusati di associazione mafiosa, detenzione e spaccio droga, detenzione e cessione di esplosivo bellico ‘C-4’ ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose In particolare l’esplosivo sarebbe stato recuperato dalla nave Laura C, affondata durante la II Guerra mondiale.
L’operazione odierna, denominata ‘Tnt 2’ (come il potente esplosivo) e coordinata dalla Dda di Reggio Calabria che ha presentato richiesta al gip dell’emissione dei provvedimenti restrittivi, è la seconda parte di quella che nell’aprile scorso aveva portato all’arresto di altre dieci persone: il relitto della Laura C, colata a picco con un carico di esplosivo davanti alle coste reggine, nel tempo era stato visitato e svuotato da parte della ‘ndrangheta per potenziare i suoi arsenali.
Così sarebbero numerosi gli attentati nei quali l’esplosivo è risultato utilizzato per la preparazione di ordigni rudimentali utilizzati dalla criminalità organizzata. Inoltre nell’operazione sono stati sequestrati beni per un valore di circa 10 milioni di euro. Il sequestro, sempre disposto dalla Dda reggina, ha riguardato alcune imprese (con quote sociali, patrimonio aziendale e conti correnti), beni mobili, auto e mezzi d’opera immobili, rapporti bancari e prodotti finanziari.
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