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Ospedale della Sibaritide, Stasi frena sul nuovo collettore: “Senza potenziare il depuratore di Boscarello non firmerò”

Il sindaco di Corigliano-Rossano interviene dopo l’annuncio del subcommissario Antonino Daffinà sulla consegna dei lavori fognari. Nota durissima del primo cittadino che denuncia il rischio di un collasso ambientale per il fragile sistema depurativo locale.

L’annuncio del subcommissario Antonino Daffinà della consegna dei lavori per la realizzazione del Collettore fognario tra l’ospedale della Sibaritide ed il depuratore di Boscarello, trattandosi di una nuova opera che sarà realizzata sul nostro territorio, non può che raccogliere il favore di chi rappresenta la Comunità, segno tangibile che qualcosa, per il nuovo ospedale, continua a muoversi.


Con la medesima onestà intellettuale è necessario anche specificare che questo “muoversi” risulta, almeno ai nostri occhi, piuttosto confuso, per non dire contraddittorio.

Di base condivido che il progetto del collettore non possa essere né tecnicamente né finanziariamente staccato dal progetto di potenziamento del depuratore di Boscarello che già ad oggi, senza le utenze dell’ospedale, risulta sottodimensionato.

Il compito di adeguare il sistema depurativo cittadino, compreso il depuratore di Boscarello, è dell’Ufficio del Commissario Nazionale per la Depurazione ormai da circa 15 anni, essendo l'”agglomerato Corigliano-Rossano” (come si chiamava all’epoca) in procedura di infrazione europea. Per intenderci questa circostanza finora ci ha escluso anche da quasi tutti i finanziamenti regionali per il miglioramento del sistema depurativo proprio perché gli Uffici Regionali hanno spesso risposto che si trattava di una competenza commissariale.

Al momento, però, non ci risulta che esista un progetto di potenziamento dell’impianto, né che esiste l’avvio di una procedura autorizzatoria per questo intervento. Tale procedura amministrativa richiederà quasi certamente più tempo di quanto ne richiederà la realizzazione del collettore, pertanto è necessario ribadire quanto è noto a tutti gli uffici regionali perché comunicato formalmente e pubblicamente: senza il potenziamento del depuratore, il Comune non autorizzerà il conferimento di ulteriori reflui presso l’impianto, almeno fino a quando lo governerà gente con un minimo di senno, cioè ancora per qualche decennio.

Sono certo, comunque, che nessuno alla Cittadella abbia mai pensato di distruggere il nostro già fragile sistema depurativo scaricando i costi di questa opera sulla collettività, per cui esiste evidentemente un piano B.

In effetti in alcuni comunicati ufficiali provenienti direttamente dal Cantiere dell’Ospedale, il piano B sembra esserci: la realizzazione di un depuratore interno all’ospedale. Si tratterebbe della scelta ideale, la migliore per l’Amministrazione, in quanto evita di gravare sul sistema depurativo cittadino sia in termini di gestione dei reflui che di impatto ambientale sulla zona di Boscarello. Per quanto comunicato dal concessionario sembra che una parte delle opere del depuratore interno, finalizzato alla “soluzione del problema depurativo” siano state già realizzate. Anche tale circostanza è accolta con favore dall’Amministrazione ma genera altri dubbi.

Se l’impresa dell’ospedale sta spendendo soldi nostri, pubblici, per la realizzazione di un depuratore interno al nosocomio mentre il Commissario Daffinà spende soldi pubblici per il collettore a Boscarello, temo che uno dei due soggetti stia sprecando soldi pubblici, e questo rischia di rappresentare un danno erariale. Se il depuratore interno, invece, è finalizzato solo ad un pre-trattamento evidentemente chi lo ha spacciato per la soluzione del problema depurativo ha semplicemente mentito.

Ho sollevato tale importante questione più volte in questi mesi ma da parte di chi dovrebbe definire la programmazione regionale, cioè il Governatore-Commissario, non è mai arrivato alcun chiarimento. Mi augurò arriverà dopo questa mia nota. Inoltre mi chiedo: se dentro il cantiere si sta realizzando un nuovo depuratore, tale impianto è stato già autorizzato? È stata fatta una conferenza dei servizi, una valutazione d’impatto ambientale? Se queste ci sono state, al Comune sono sfuggite.

Infine – seppur su questa opera di creatività amministrativa che è l’ospedale della sibaritide si potrebbe scrivere una collana di libri – ragioniamo sulla destinazione dei fondi utilizzati dal Commissario, cioè 2,3 milioni di euro.

I fondi del Commissario – fermi da anni per dire la verità – sono stanziati per una sola funzione: uscire dalla procedura di infrazione europea che ogni anno condanna la Calabria al pagamento di centinaia di migliaia di euro (altri soldi nostri) per il mancato collettamento delle zone urbanizzate. Quei soldi, quindi, devono essere usati per collettare Apollinara, Fabrizio, Coscia, Santa Caterina, Pantano Martucci ecc. Ecco perché avevo chiesto al Commissario di inserire in questo intervento almeno il completamento della rete fognaria di Coscia e Fabrizio.

È corretto usare questi fondi non per collettare l’esistente, cioè per uscire dalla procedura di infrazione, ma per collettare nuove strutture? Ritengo di no.

L’uscita dalla procedura di infrazione impone di collettare l’esistente mentre nuove zone urbane o utenze pubbliche, come l’Ospedale, dovrebbe ovviamente prevedere gestione e depurazione dei reflui.

Quei 2,3 milioni di euro, in pratica, dovevano essere usati per il miglioramento dei servizi dei cittadini che non sono serviti dalla rete fognaria e che stanno buttando migliaia di euro all’anno per lo svuotamento delle vasche individuali; il collettore dell’Ospedale doveva essere finanziato con i fondi dell’ospedale o comunque con altri fondi. Sapete, quindi, chi sta pagando i 2,3 milioni di euro per questo collettore? I cittadini di Corigliano-Rossano con i soldi che spendono mensilmente per prelievo e smaltimento dei reflui.

Spero, finalmente, di ricevere chiarimenti rispetto a queste che sono una parte delle nostre perplessità le quali, come dal primo giorno dal mio insediamento, sono finalizzate ad agevolare e consegnare davvero al territorio un ospedale vero, funzionante e moderno: difficile che, quel giorno, ci sarà un cittadino più felice di me che, prima di essere sindaco, ho vissuto sulla mia pelle (come tanti miei concittadini) cosa significa “emigrazione sanitaria“.

La Sibaritide ed i soldi spesi per il nuovo ospedale impongono di realizzare un nosocomio vero con Emodinamica, Chirurgia avanzata, Medicina Nucleare, corsi universitari e molto altro e sono certo che anche la Giunta Regionale intenda realizzare questo tipo di ospedale e non il poliambulatorio di lusso più costoso e confuso dell’occidente, magari finalizzato ad evitare qualche penale al concessionario.

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