In seguito alla dichiarazione lanciata dal Centro antiviolenza “Roberta Lanzino” intervengono gli avvocati di Padre Fedele: “le accuse vanno chiarite”

“Lo sconfitto – ha aggiunto Bisceglia – ha sempre qualcosa da lamentare, ma bisogna essere obiettivi e dare credito alla parola dei magistrati. La sentenza della Corte d’Appello parlava chiaro e diceva che l’inattendibilita’ delle accuse contro Padre Fedele era già evincibile nel processo di primo grado. Era un processo, in sostanza, che non si doveva e non si poteva fare”.
Un’altra voce in capitolo giunge dall’Avvocato Caruso, che dichiara: “in questa vicenda non ci sono né vincitori, né vinti, perché nessuno potrà restituire 11 anni di vita a Padre Fedele. Quella della Corte di cassazione, che ha confermato la pronuncia di assoluzione della Corte d’appello di Catanzaro, é una sentenza chiara. L’unica ombra rimane sul mandante o sui mandanti di questa vicenda, che, ricordo a tutti, nasce dopo che padre Fedele espresse la volontà di prendersi cura gratuitamente dei pazienti dell’istituto di ricovero Papa Giovanni XXIII. Quello sì che é un vero scandalo. Purtroppo è una vicenda che fa paura ai cittadini, perché chiunque può trovarsi in questa situazione. Ma fa emergere l’efficienza del nostro sistema, se non nei tempi, di certo nel merito della valutazione dei fatti“.
Infine ad avere voce in capitolo è lo stesso Padre Fedele che ringrazia sentitamente gli avvocati, sostenitori principali in questi anni, gli amici e Roberto Sacco, ex consigliere comunale di Cosenza che scrisse in Vaticano per sostenere la sua innocenza.
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