Si sono spenti i riflettori della più grande kermesse canora italiana : il 2017 ha sancito la vittoria dei più furbi

Quest’anno di Big ce ne erano molto pochi e quei pochi sono stati triturati dall’esercito di promesse proveniente dai vari talent e dalla presenza dell’unica vera grande star del panorama musicale degna dell’epiteto Big: Fiorella Mannoia (voto 6.5). Dopo anni torna in gara con un pezzo molto ben fatto e raffinatamente arrangiato, ma chissà perché nell’immaginario collettivo ci si attende qualcosa di strabiliante quando qualcuno della levatura della cantante interprete in un’altra storica edizione di “Quello che le donne non dicono” si rimette in gioco… invece se all’inizio ipnotizza , è a un secondo ascolto che ci si rende conto che la Mannoia mette in campo qualcosa di sufficiente e di già sentito e risentito, parlato e cantato, forse supponendo che la sufficienza potesse essere superiore al massimo che poteva fare qualsiasi altro cantante in gara. Così ne è uscito fuori che anche Ermal Meta (voto 7 media tra il 5 del suo pezzo e il 9 della cover) ha rischiato di piazzarsi al secondo posto e solo per una manciata di voti non è riuscito nell’impresa.
Dicevamo della furbizia di Gabbani: una vittoria non quotata dai bookmaker prima del Festival o comunque non tra i favoritissimi, una vittoria arrivata all’ultima curva dopo un percorso che è stato un crescendo . La prima sera ha stupito con la scimmia che ballava sul palco; la seconda sera ha fatto capire che la sua “ Occidentale’s Karma” aveva un significato ben preciso e che bisognava andare oltre la scimmia, la terza sera si consolida con una cover ben fatta, la sera finale si presenta elegantemente vestito pronto a duellare con la regina Mannoia ma consapevole di aver generato un tormentone dai connotati intellettuali.
Ballare a ritmo del suo pezzo diventa quasi una moda. Completa tra gli applausi la sua rimonta e con eleganza si inchina alla Mannoia con il ghigno di chi riconoscendone la superiorità artistica sa di aver giocato bene tutte le sue carte e di avere condotto la partita perfetta.
Per il resto ci si chiede se Don Backy farà causa a Gigi D’Alessio (voto 1 di stima) per avere violentato un capolavoro come “L’Immensità”: speriamo che faccia ammenda e ,a differenza di qualche politico ,si ritiri dopo essere stato mandato a casa dal popolo. Ma tra le vittime illustri c’è un rivitalizzato Albano (voto 5) che si fa eliminare nell’anno in cui propone una romanza un po’ più intima rispetto ai tanti brani che ha cantato all’Ariston e soprattutto con un timbro più dimesso ma che ben si sposa al brano. Ron (voto 4.5) verrà ricordato per il suo colore: un mix tra Donald Trump e Aldo Biscardi.
Cercano di difendersi Michele Zarrillo e Marco Masini (voto 6 politico) che propongono due pezzi in linea con quello che è il loro personalissimo stile. Masini tributa Giorgio Faletti anche se il sig. Tenente masiniano è più urlato, come già sparato all’incipit. Ottima Paola Turci (voto 9) che trova forse il modo per farsi bella per se stessa sfoggiando una forma invidiabile, un abbigliamento molto accattivante e un’interpretazione maestosa.
Poi ci sono i grandi perché: Samuel (voto 4) senza i Subsonica a Sanremo è un pesce fuor d’acqua : la sua “Vedrai” sembra un copia/incolla della sua “ Risposta” uscita poche settimane fa e entrambi non hanno nulla a che vedere con la tradizione elettronica/dance/sonica del gruppo.
Ottimi i comici che si sono alternati: un po’ spenti Luca e Paolo (voto 5.5) , superbo Crozza (9) e poco importa se il deputato del Pd Anzaldi ritiene che il comico genovese abbia stalkerizzato con le sue gag Renzi e Gentiloni.
Voto 8 agli ospiti: ottimo Tiziano Ferro (9) , da brividi Giorgia (10) , Mika inciampa su un Jesus to a Child di George Michael , gradevole Zucchero che commuove nel ricordo di Pavarotti ma lascia perplessi per le volte in cui dice “ A buon rendere”… Zucchero dimentica che la sua “Donne” fu un flop a Sanremo …flop che diventò la sua fortuna commerciale.
Non me ne vogliate se per ultimo riserviamo un voto bassissimo a Carlo Conti che stamane dopo un Sanremo tutto sommato ottimo per ascolti ha avuto il buon gusto di sbandierare il suo animo caritatevole con la donazione di una cospicua somma di denaro alla protezione civile…
Un gesto nobile lo è anche quando lo si fa in silenzio…e dopo tutte queste parole forse era il caso di starsene zitti.
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