La storia di questo cantautore mascherato è abbastanza insolita. È singolare perché nessuno sa niente di lui, l’identità del vincitore del disco di platino è tuttora sconosciuta.
Di lui si sa solo che è nato a Napoli e che si chiama Liberato. STOP. Forse oltre alla sua musica magnetica, è proprio la maschera il segreto del suo successo, quella maschera che gli ha consentito di diventare un eroe musicale e un’icona per le giovani generazioni.
Il momento che l’ha consegnato alla storia è stata la lettura della formazione nel giorno della festa del terzo scudetto del Napoli, dove ha anche cantato una nuova versione di “O CORE NUN TENE PADRONE”.
L’anonimato totale ha permesso al cantante di aprire un dibattito nazionale su chi sia veramente, qualcuno sospetta che possa essere il cantante Livio Cori, che ha però smentito questa notizia. Altri invece pensano che sia vera l’indiscrezione della SIAE che ha associato il nome dell’artista sconosciuto a quello di Gennaro Nocerino.
Fatto sta che dopo sei anni dal suo debutto, ancora non si conosce il vero volto della star incappucciata, che si presenta sempre accompagnato da sosia o si cela dagli schermi.
Il mese scorso ha iniziato il suo tour europeo partendo da Berlino l’11 Giugno e continuando quattro giorni dopo nientemeno che al Cabaret Sauvage di Parigi, dove migliaia di ragazzi francesi hanno cantato in un napoletano perfetto.
Infine il 17, numero non gradito della smorfia napoletana, è stata la volta dell’Electric Brixton di Londra.

Liberato è riuscito a conquistare tre capitali europee importanti e concluderà il tour proprio nella sua capitale, dove terrà un grande concerto in piazza Plebiscito il 16 Settembre.
Se Liberato è riuscito a diventare così di tendenza è perché le sue melodie postmoderne e melodiche sono in grado di commuovere.
È per questo che tutti amano Liberato, questo divo con un nome che sa di liberazione e riscatto pronto a raccontarci i sentimenti che proviamo con i suoi suoni innovativi e il suo appeal da fenomeno misterioso.
Magari non si conoscerà mai la sua vera identità, ma di sicuro, questa generazione si riconoscerà sempre nei suoi testi e verrà ricordato come uno dei pochi che veramente avrà segnato quest’epoca con le sue parole e con il suo talento.
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