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Ponte di Calatrava, una cattedrale nel deserto e nell’incuria

Il 23 luglio 2017 iniziava a prendere forma, con l’innalzamento dell’antenna, alta circa 100 metri.

Poi, qualche mese più tardi, il 27 gennaio 2018, il ponte S.Francesco di Paola, progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava, veniva completato e aperto al pubblico, con tanto di inaugurazione in pompa magna seguita in diretta dai network locali e riportata con diversi servizi anche da quelli nazionali.

Un evento riportato alla memoria un anno dopo dal sindaco della città dei bruzi Mario Occhiuto, che ha condiviso il ricordo sulla sua pagina Facebook. Ebbene, a 365 giorni di distanza, lo stato in cui versano le zone adiacenti al ponte è di quasi totale abbandono. C’è una vera e propria discarica abusiva ai bordi del fiume, spazzatura maleodorante, rifiuti ingombranti di ogni genere, sporcizia, erbacce. Segno evidente di un’incuria diffusa e purtroppo di una manutenzione totalmente assente.

Nelle immediate vicinanze fa ancora “bella” mostra di sé, tra una macchina e l’altra, uno dei blocchi antiterrorismo usato proprio l’anno scorso in occasione della cerimonia e mai rimosso.

Finora non c’è traccia del maestoso progetto del fiume navigabile ma non è questo a preoccupare (l’iter è già stato avviato e bisogna attendere i tempi, ahinoi tristemente noti per la lunghezza, della burocrazia italiana), quanto lo spettacolo per nulla edificante per l’immagine della città di Cosenza. Il degrado, visibile ad occhio nudo, di una zona sulla quale era iniziata una apprezzabile opera di riqualificazione.

La pesante sensazione di cattedrale nel deserto rimane viva e forse sarà ammorbidita da qui a breve con l’inaugurazione del planetario: taglio del nastro fissato per il prossimo 21 marzo. O forse le cattedrali diventeranno due? Ci auguriamo proprio che non sarà così.

Di seguito le foto:

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