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Denis Bergamini

Processo Bergamini, in aula Michele Padovano

Continua il processo per la morte del calciatore Denis Bergamini, deceduto il 18 novembre del 1989 sulla statale 106, nei pressi di Roseto Capo Spulico.

Denis Bergamini

Come già noto, l’unica imputata risulta l’ex fidanzata del giocatore, Isabella Internò, accusata di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abietti.

Questa mattina a sedersi sul banco dei testimoni Maria Lucia Cosentino, ex moglie di Francesco Forte, l’autista giunto sul luogo dell’investimento subito dopo l’accaduto, Daniela Biondi, avvocato di Francesco Forte, e Michele Padovano, compagno di squadra di Denis e suo coinquilino nella stagione 1989/1990.

La prima ad essere sentita è stata Maria Lucia Cosentino.
Durante la sua testimonianza è stata ascoltata una conversazione tra lei ed il marito in cui parlavano del coinvolgimento di Forte nell’inchiesta riguardante la morte del calciatore.
La donna ha raccontato, su richiesta dell’avvocato della famiglia Bergamini, Fabio Anselmo, che il marito aveva paura della sua testimonianza perché era sicuro che sotto ci fosse “qualcosa di grosso”.

Subito dopo la testimonianza della Cosentino è stata ascoltata Daniela Forte che ha riferito di essere stata contattato da Francesco Forte chiedendole di aiutarlo a mettersi in contatto con il papà di Bergamini per incitarlo a non far fermare le indagini perché, a suo avviso, non si era trattato di suicidio.

Ultimo ad essere sentito nell’udienza odierna Michele Padovano che ha parlato del grande affetto che nutriva per Bergamini che descrive come un ragazzo eccezione.

Ha inoltre raccontato che il calciatore e la Internó non stavano più insieme nell’estate 1989.
Un mese prima di morire gli parlò dell’aborto dell’ex fidanzata avvenuto in Inghilterra confidandogli anche che i genitori della ragazza avevano appreso dell’aborto solo in quel periodo, e quindi molto tempo dopo.

Padovano ha concluso affermando con fermezza che né lui, né i suoi compagni,, hanno mai creduto alla tesi del suicidio ed ha aggiunto:” Dopo il funerale la Internó salì sul pullman della squadra e si sedette vicino a me dicendomi “io non c’entro nulla” e queste parole mi parsero fuori luogo. Poi la accompagnai a casa entra e mi fu offerto da bere, rifiutai e andai via”.

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