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Processo Sarlo, assolti Scopelliti e Tallini

L’ex governatore della Calabria e l’ex assessore non condannati perché “il fatto non sussiste”. Erano accusati di abuso d’ufficio per la nomina di Alessandra Sarlo come dirigente del Dipartimento controlli della Regione

Assoluzione perché “il fatto non sussiste”: si è concluso così il processo in primo grado al Tribunale di Catanzaro che vedeva sul banco degli imputati l’ex presidente regionale Giuseppe Scopelliti e l’ex assessore Domenico Tallini (attualmente consigliere regionale di Fi), entrambi accusati di abuso d’ufficio per la nomina di Alessandra Sarlo come dirigente del Dipartimento controlli della Regione.

Alessandra-Sarlo-dirigente-generale-del-Dipartimento-Controlli-della-Regione-CalabriaOccorrerà attendere i canonici 90 giorni per leggere le motivazioni della sentenza emessa dal tribunale collegiale che vedeva Tiziana Macrì come presidente, ma i fatti sono noti. Il processo era partito dalla denuncia presentata da Luigi Bulotta, dirigente regionale escluso dalla nomina. Il pm Gerardo Dominijanni aveva chiesto per entrambi i politici una condanna a 20 mesi di reclusione e l’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Infatti secondo l’accusa la nomina nell’agosto 2011 di Alessandra Sarlo sarebbe avvenuta in maniera irregolare in seguito ad un avviso interno che non aveva portato all’individuazione di un candidato idoneo per l’incarico nella nuova struttura controlli. La Sarlo, nel 2010, era stata anche per un breve periodo commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ed è anche la moglie del giudice Vincenzo Giglio, arrestato nel novembre 2011 nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano sulle attività in Lombardia della cosca Lampada della ‘ndrangheta.

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