Il Consigliere anziano del Pd, dopo aver avuto ragione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ancora lamenta una “evidente impraticabilità della Provincia di Cosenza”

“Registro ancora una evidente impraticabilità della Provincia Di Cosenza con il tentativo distorto di Occhiuto di generare confusione su una vicenda che è chiarissima sin dall’inizio”. Graziano Di Natale non si dà pace: la situazione alla Provincia di Cosenza ancora non si è chiusa. Nonostante le parole della Presidenza del Consiglio dei Ministri e le sentenze dei giudici amministrativi.
Di Natale, allora, rivendica chiarezza e, soprattutto, un passo indietro al primo cittadino del capoluogo bruzio che “non è più il Presidente della Provincia di Cosenza in base alle sentenze dei giudici amministrativi che lo hanno dichiarato decaduto dalla carica. C’è il tentativo, ancora attuale, della burocrazia decaduta ed esterna all’Ente di prendere tempo con espedienti di bassa lega che dimostrano quanto siano attaccati alla poltrona e al potere. Il segretario generale dell’Ente che dovrebbe assolvere ad una funzione di garanzia ,di rispetto di leggi e sentenze, solleva dubbi di interpretazione di di atti chiarissimi allo scopo di contribuire a generare confusione”.
Per il consigliere, invece, la situazione è chiarissima: “il Consiglio di Stato ha dichiarato decaduto Occhiuto. Non c’è un solo atto, dei giudici amministrativi che dimostra il contrario. Capisco che la mia dura e ferma presa di posizione, di azzeramento totale di tutta la dirigenza esterna e di stretta collaborazione, abbia suscitato reazioni scomposte ma andrò avanti fino in fondo perché l’Ente non può permettersi il pagamento di quasi un milione di euro per la burocrazia esterna di Occhiuto. Qui non c’è lo scontro tra Pd e Occhiuto, come vorrebbe far credere l’ex presidente, qui c’è lo scontro tra chi vuole conformarsi alle sentenze e alle leggi e chi invece tenta in tutti i modi di disattendere i giudicati amministrativi. La smetta di spostare l’attenzione sullo scontro politico qui c’è in gioco la credibilità delle istituzioni. Credibilità appunto che viene messa in discussione ogni giorno da comportamenti spregiudicati e lesivi dell’immagine dell’Ente”.
Poi la promessa di non mollare la presa fino a che la situazione non si sarà chiarita e risolta: “Ma resisterò e porterò avanti senza indugio il mio compito, senza ricevere un euro di indennità, per lo spirito di attaccamento alle Istituzioni e per la voglia di giustizia che leggo negli occhi delle tante persone che mi sono vicine . La Provincia di Cosenza tornerà presto ad essere libera”.
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