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Rosa Vespa e Aqua Moses

Rapimento Sofia: chi sono Rosa Vespa e Aqua Moses?

di Annalisa Ioele

E’ un tardo pomeriggio di un giorno normale, tranquillo, di un freddo mese di gennaio, quando un’ombra oscura si impossessa di Cosenza offuscando i cuori dei cosentini e con lo scorrere dei minuti, di un’intera regione. Un crimine che sembra uscito da un incubo, un’azione così atroce da farci sentire impotenti di fronte alla follia umana. Sofia, una bambina appena nata, è stata strappata dalle braccia della madre. Un rapimento che ci riporta a storie di altri tempi, ma che oggi, purtroppo, si rivela una triste realtà.

La fiducia riposta in una figura medica si rivela fatale

Approfittando dell’orario delle visite, una donna che si spacciava ostetrica ha sottratto Sofia alla madre ma dietro quell’ipotizzato camice bianco si celava Rosa Vespa, la donna che con il suo gesto folle ha gettato la città nello sconforto.

Rosa Vespa, 51 anni, cosentina, è sposata con Aqua Moses, 43enne di origini senegalesi. Da anni, tormentata dal desiderio di maternità, ha costruito attorno a sé una realtà fittizia. Il suo bisogno di avere un figlio è diventato un’ossessione, un vuoto incolmabile che l’avrebbe spinta a compiere gesti estremi.

Il 31 dicembre, sui social, postava un messaggio apparentemente innocuo: un desiderio di serenità e semplicità. Ma dietro quelle parole si nascondeva un vuoto incolmabile, un’angoscia che la spingeva a cercare una felicità a tutti i costi, anche compiendo gesti estremi.

Sui suoi profili social traspare un profondo legame con la nipote di tre anni. E forse è proprio l’amore per quella bambina ad aver innescato in lei un desiderio di maternità così irrefrenabile.

A dicembre 2023, in un gruppo Facebook, si spingeva oltre, cercando un centro che affidasse bambini per le feste, rivelando un’ossessione che sconfina nella patologia.

Con maestria, avrebbe finto una gravidanza, ingannando tutti. Un’illusione così ben costruita da coinvolgere il marito, diventando un personaggio chiave nella sua elaborata messinscena. Un’ossessione che l’ha portata a tessere una ragnatela di bugie, sempre più fitta e intricata.

Alcuni sostengono che Aqua, uomo per bene e affidabile, fosse all’oscuro di tutto. Ma i dubbi rimangono: era davvero complice del piano della moglie? Aveva conoscenza del rapimento fin dall’inizio? O forse anche lui è stato ingannato come tutti gli altri? E se così fosse, come ha potuto non accorgersi, per nove lunghi mesi, che sua moglie non era incinta?

Eppure l’annuncio del nuovo arrivato, sembrava uscito da un copione perfetto: l’8 gennaio, sui social, la notizia della nascita di Anselmo “Dopo tanta attesa il nostro miracolo è arrivato! Alle ore 20:00 di oggi è nato Ansel. Mamma e Papà ti amano!”

La notizia della nascita di Anselmo, che porta il nome del nonno, suscita subito un’ondata di gioia tra amici e parenti. Tutti celebrano il ‘miracolo’ della coppia, ignari del terribile inganno.

Arrivano carrellate di messaggi di auguri, gente felicissima di questa meravigliosa notizia. Messaggi che invitano a non perdere mai la speranza perché il miracolo arriva nel momento più inaspettato.

Centinaia di frasi di affetto di amici e non, che aspettavano questa gravidanza da tempo, proprio a confermare questa volontà inarrestabile, che oggi si affiancano a commenti di persone infuriate che per questa coppia vorrebbe solo l’ergastolo.

Il cuore di ogni genitore, ieri, è stato colpito da una notizia sconvolgente che è impossibile immaginare neanche nelle paure più lontane, facendoci sentire vulnerabili ma uniti nel dolore.

Un po’ tutti ci siamo sentiti i genitori di Sofia, tutti abbiamo ricominciato a respirare alla notizia del suo ritrovamento.

Rosa Vespa e Aqua Moses
Aqua Moses e Rosa Vespa

Il piano di Rosa

Dall’8 gennaio, la sua mente, corrosa dall’ossessione, trama un piano diabolico. La donna avrebbe inventato una serie di esami medici per il neonato, come prassi di routine.

Sembrerebbe che per ore, Rosa Vespa abbia vagato nei pressi della clinica Sacro Cuore, osservando, studiando i movimenti del personale. All’ora delle visite è entrata, mimetizzandosi tra gli altri “visitatori” e spacciandosi poi per un operatore sanitario, nascondendo così le sue intenzioni.

Con passo deciso, si è diretta alla ricerca del suo “bottino”. Con un sorriso rassicurante si sarebbe presentata in diverse stanze, ponendo sempre la stessa domanda: “Il bambino ha bisogno di essere cambiato?”. Un’interrogazione innocua, che nascondeva un intento ben preciso, che si è poi concretizzato nella stanza di Valeria Chiappetta, mamma della piccola Sofia. Aqua l’avrebbe attesa al piano inferiore per portare a casa il loro bambino.

A Castrolibero i festeggiamenti per la nascita di Anselmo

La casa di Rosa e Aqua si trasforma in un palcoscenico. Foto, confetti, palloncini azzurri: tutto è studiato per celebrare la nascita del “loro” bambino.

Diffondono anche una foto che li ritraggono come una famiglia felice, con la piccola Sofia diventata Anselmo, stretta tra le loro braccia e una altra bimba di fianco, forse la nipotina.

Un’immagine idilliaca, che esalta il sorriso e la gioia ma che nasconde un segreto oscuro. E’ angosciante guardare quella foto, come lo è pensare alla piccola Sofia nella famiglia sbagliata.

Tant’è che quando il video di loro che rapiscono Sofia diventa virale, qualcuno è pronto anche a difenderli pubblicamente, dicendo di lasciargli vivere in pace il loro miracolo, che loro non erano rapitori ma che avevano preso il loro bambino, che Rosa era realmente partorita e aveva portato a casa il suo bambino.

Una storia che ha davvero dell’incredibile

Fortunatamente le telecamere hanno funzionato, le forze dell’ordine hanno lavorato bene e tempestivamente, una città intera si è mossa alla ricerca di questa bambina e Sofia è tornata da mamma, papà e dal suo fratellino. Rosa e Aqua ora sono stati arrestati con l’accusa di rapimento e sequestro di una neonata. L’arresto dei rapitori è una vittoria per la giustizia, ma lascia un profondo interrogativo: come può la mente umana scendere a tali abissi?

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