“Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”
Ormai passo intere notti a cercare di capire se conviene votare Si o No al quesito che giorno 4 dicembre mi propineranno e per il quale dovrò rispondere nel chiuso della cabina elettorale. Se da una parte si prospetta , con la vittoria del Si, una maggiore stabilità governativa dall’altra mi si offre l’occasione di mandare a casa Matteo Renzi e la sua incestuosa coalizione (Alfano e company) e dare vita a un periodo di forti cambiamenti degli scenari politici. Votare Si implica cambiare, votare No benché se ne dica significa cambiare venendo meno il presupposto fiduciario tra Renzi e il corpo elettorale che in fin dei conti non lo ha mai scelto per governare.

La spinta Boschi-Alfano-Renzi verso una nuova e più attuale Costituzione filo J.P. Morgan è contrapposta alla sacralità della vecchia carta costituzionale concepita da padri costituenti come Togliatti, Calamandrei, Nenni, Iotti, Einaudi, Fanfani gente che aveva dato vita a una faticosa alleanza per un interesse che era di tutta la Nazione. Di quest’ultima il premio Oscar Benigni ne ha cantato la bellezza in uno speciale andato in onda alla Rai e retribuito a fior di milioni di euro dei contribuenti. Il Benigni attuale pare abbia cambiato idea.. e qualora dovesse vincere il Si è pronto il nuovo spettacolo lautamente pagato da noi cittadini con cui si esalta la nuova “più bellissima costituzione” 2.0.
Mi convinco di votare Si così si supera questo ping-pong tra Camera e Senato che mi porta a aspettare tempi biblici per l’approvazione di una legge: pensate a leggi sociali che sono ancora in discussione dopo 500 giorni, o pensate alla legge “SalvaBoschi” (che non regolamenta il corpo della guardia forestale): per salvare il papino della ministra costituente ci sono voluti 14 lunghissimi e sofferenti giorni. Con il nuovo bicameralismo ci avremmo impiegato il tempo di una pizza tra amici. Mandiamo a casa gran parte dei Senatori e aboliamo il CNEL così risparmiamo circa il 20 % dei costi. In più, siccome stiamo risparmiando perché i senatori non li scegliamo più noi e quelli scelti hanno lo stipendio da Sindaco in alcuni casi, li premiamo regalando loro una bella immunità parlamentare.
L’immunità parlamentare costa il 20% in meno dei soldi che si sarebbero spesi a mantenere un altro Senatore. Quindi voto Si. Certo che se avessero abolito del tutto il Senato o avessero fatto passare la proposta penta stellata di dimezzare gli stipendi di tutti i parlamentari, deputati compresi, forse avrebbero potuto risparmiare il 50% che sono in soldoni svariate vagonate di milionate di euro: ma noi si sa che non ci teniamo a fare brutte figure per quattro spiccioli.
Voto Si perché con le nuove regole per il referendum propositivo la democrazia fa un salto di qualità non da poco… Niente più Quorum e quindi a chi non frega nulla delle trivellazioni si arrangia perché la legge la si fa uguale. Certo per un referendum di questo tipo prima bastavano 50000 firme mentre se passa il Si ne servono giusto il triplo: ma si sa che noi italiani lo abbiamo come hobby quello di firmare per cui nessun problema. Se Vince Renzi addio alle modifiche del titolo V volute dalla Lega Nord ma al tempo stesso la riforma creerà conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato.
Io voto Si perché finalmente avrò la possibilità di avere un capro espiatorio: il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum accentra il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader. Mi viene da votare No se penso che è una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.
Fatto sta che voterò per il Si per premiare gli sforzi che Renzi sta facendo per sloganeggiare lungo tutta la penisola il suo Si.. Ma mi sa che voto No perchè questo anziché starsene al suo posto e governare e produrre leggi se ne va in giro senza tralasciare nessun programma televisivo. Non c’è TV dove non ci sia.
E poi dico che voto Si perché dando fiducia a Renzi sono sicuro di non fare la fine degli Inglesi con la Brexit o come gli Americani con l’elezione di Trump… ma poi ci penso bene e dico che tanto male non se la passano Inglesi e Americani…
E poi penso a Renzi e alla sua dichiarazione “ Se non vince il Si l’Italia andrà indietro di 30 anni”… era l’anno 1986…
L’Italia di oggi
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L’Italia del 1986
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“La vera democrazia sono questi principi che il popolo si è dato quando era sobrio, sano, giusto e bello. Il popolo si è incoronato sovrano”. (Roberto Benigni sulla Costituzione Italiana)
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