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Rende, Garritano: «Basta città dormitorio, la maggioranza attacca chi denuncia il declino»

Gianluca Garritano lancia l’allarme sulla deriva dell’ex città universitaria. «Agenda culturale autoreferenziale e zero iniziative per gli under 30. Così si uccide il futuro».

La verità è scomoda ma va detta chiaramente: Rende sta diventando una città dormitorio.

Una città universitaria che volta le spalle ai giovani non è semplicemente un paradosso amministrativo — è un fallimento politico. Mentre migliaia di studenti scelgono Rende come luogo di vita e di studio, l’amministrazione risponde con un’agenda culturale che sembra pensata per tutt’altra città e tutt’altra generazione. I convegni si moltiplicano, i relatori si susseguono, nelle sale le presenze si limitano ai soliti fedelissimi. Platea lontana anni luce dalle esigenze e dai desideri di una comunità giovane e dinamica.

Dov’è la programmazione per i giovani? Dov’è la visione di una città che guarda al futuro? Zero iniziative concrete per under 30. Locali costretti a chiudere la musica entro le 23. A rischio persino l’Oktoberfest, uno dei pochi appuntamenti capace di animare la città e attrarre presenze. Segnali chiari di un’amministrazione che non sa — anzi non vuole — costruire una città viva.

Comprendiamo che governare significa bilanciare interessi diversi e talvolta in conflitto. Ma il bilanciamento richiede visione, progettualità, coraggio politico. Ciò che vediamo, invece, è un’amministrazione ancorata a un modello di città del passato, incapace di immaginare Rende come polo universitario attrattivo, come luogo dove si vuole restare — non solo studiare e poi scappare.

Ghionna ha avuto il coraggio di dirlo. La maggioranza ha risposto con attacchi senza contenuti. Noi rispondiamo con i fatti.

Rende è una città che merita molto di più di convegni autoreferenziali e di una politica giovanile inesistente.

Il silenzio sui giovani è già una risposta. E quella risposta si chiama declino.

Gianluca Garritano
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