Un indice multidimensionale colloca tutti i comuni calabresi lungo il continuum rurale-urbano. Campana e San Luca seguono Ciminà tra i territori a maggiore ruralità; Zumpano e Catanzaro sono invece, dopo Cosenza, quelli a maggiore caratterizzazione urbana.
Quanto sono rurali i comuni calabresi? E quali sono i territori che presentano, al contrario, una maggiore caratterizzazione urbana?
A rispondere è l’Indice di Ruralità IRU2020–21, costruito per misurare la ruralità dei 404 comuni della Calabria e collocarli lungo un continuum rurale-urbano.
La graduatoria regionale vede Ciminà, in provincia di Reggio Calabria, al primo posto tra i comuni a maggiore caratterizzazione rurale, con un valore dell’indice pari a 0,166. Seguono Campana (0,209), San Luca (0,212), Scala Coeli (0,218) e San Procopio (0,244).
Proseguendo nella graduatoria dei territori a maggiore ruralità si trovano Marcedusa (0,249), Terravecchia (0,252), Umbriatico (0,255), Platì (0,260) e Careri (0,274). Completano le prime quindici posizioni Sant’Agata del Bianco (0,277), Bocchigliero (0,280), Samo (0,281), Belcastro (0,286) e Caraffa del Bianco (0,293).
All’altro estremo della distribuzione, il comune con la maggiore caratterizzazione urbana è Cosenza, con un valore dell’indice pari a 0,825. Seguono Zumpano (0,807), Catanzaro (0,806), Reggio di Calabria (0,804) e Paola (0,797).
Tra i quindici comuni collocati nella parte più urbana della graduatoria figurano, inoltre, Vibo Valentia (0,787), Villa San Giovanni (0,786), Marano Marchesato (0,785), Crotone (0,777), Marano Principato (0,771), Lamezia Terme (0,770), Figline Vegliaturo (0,763), Rende (0,752), Campo Calabro (0,751) e Piane Crati (0,750).
Come viene misurata la ruralità
L’IRU2020–21 parte dall’idea che la ruralità non possa essere identificata attraverso una sola caratteristica territoriale. L’indice combina otto indicatori, relativi a:
densità della popolazione, accesso ai servizi, aziende con attività connesse, dipendenza demografica, agricoltori, superficie agricola utilizzata (SAU), spazi abitativi non utilizzati e addetti nei settori a bassa produttività.
La combinazione di queste informazioni consente di ottenere per ciascun comune un unico valore sintetico. L’indice è normalizzato tra 0 e 1: valori più vicini a zero indicano una maggiore caratterizzazione rurale, mentre valori più elevati indicano una maggiore caratterizzazione urbana.
I due estremi non devono tuttavia essere interpretati come ruralità o urbanità “assolute”. L’indice serve a stabilire la posizione relativa di ciascun comune rispetto agli altri comuni calabresi lungo il continuum rurale-urbano.
Una graduatoria della ruralità, non dello sviluppo
È importante chiarire anche che la posizione occupata da un comune non rappresenta una graduatoria dello sviluppo economico, del benessere o della qualità della vita.
Essere collocati nella parte rurale o urbana della distribuzione significa esclusivamente presentare, sulla base degli otto indicatori considerati, una maggiore caratterizzazione rurale o urbana.
Per questa ragione, la graduatoria non attribuisce giudizi positivi o negativi ai territori, ma offre uno strumento per descriverne e confrontarne le caratteristiche.
Tutti i 404 comuni consultabili online
I risultati dell’IRU2020–21 sono disponibili per tutti i 404 comuni della Calabria.
Su OpenCalabria è possibile consultare la graduatoria e utilizzare una mappa interattiva per cercare direttamente ciascun comune e conoscere il valore dell’indice, la classe di ruralità e la posizione nella graduatoria regionale.
→ Cerca il tuo Comune nella mappa interattiva:
Prof. Francesco Aiello
Economista, DESF “G. Anania” – UniCal

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