Si è svolto ieri sera nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Cosenza, il concerto di Servillo, Girotto, Mangalavite, evento organizzato dalla Fondazione Lilli Funaro

Un concerto di una “caratura preziosissima”, dove la personalità eclettica e teatrale di Peppe Servillo, si è mescolata alla bravura incontenibile di due musicisti di fama mondiale. Due musicisti argentini, Javier Girotto – saxofonista, clarinettista, flautista – e Natalio Mangalavite, pianista, entrambi jazzisti poliedrici e raffinati che da dieci anni ormai, hanno stretto con Servillo un sodalizio che si è dimostrato un ponte, sul quale l’ascoltatore incontra pathos e contaminazione, punto cardine di questa formazione.
Musicalità, tempo e melodia, si colorano di terra sudamericana, mentre il mito della musica partenopea, dirige il trio con la capacità interpretativa che appartiene ad un fuoriclasse come Peppe Servillo.
Il castello svevo ieri sera si è popolato di appassionati di jazz e di musica fatta bene, di utenti alla ricerca di una serata speciale, ma anche di tanta gente che ha voluto con “emozione e cuore” aderire alla pregevole iniziativa, che ha saputo fondere magistralmente solidarietà e musica, creando un mezzo meraviglioso per nutrire la cultura.
Lo spettacolo, all’aperto, ha avuto come tetto un cielo dal quale forse, qualcuno di speciale si è affacciato, nutrendo orecchio ed animo di quelle sonorità intrise di jazz internazionale, fascino del tempo e quel piacere intenso che non si consuma, durante l’ascolto, ma si sublima.

Il lavoro che il trio Girotto-Servillo-Mangalavite hanno presentato si intitola “Parientes“, un viaggio Italia/Argentina, “andata e ritorno”, che innescano ricordi, reinvenzioni dei ricordi stessi, un percorso in personaggi “di famiglia” un po’ “sui generis”, con le loro manie e le loro simpatiche caratteristiche.
La domenica del ragù, una zio “chiacchierone”, una cugina “primo amore”, una zia “antipatica ma non troppo”.
A rendere musicale questo progetto, il tango, la milonga, la cumbia, il folk popolare, e quel talento che appartiene ai due musicisti argentini che suonano in maniera impeccabile dal punto di vista tecnico, che incantano con quel loro essere “perfetti funamboli” che con le note fanno acrobazie, lasciando lo spettatore sempre a bocca aperta.
Durante il concerto anche alcuni pezzi tratti dal lavoro discografico “L’amico di Cordoba”, realizzato nel 2004 da Servillo con gli stessi compagni di viaggio. Il chiacchierone, vuelvo al sur, l’amico di cordoba. Tre pezzi intrisi di argentina e di suoni che si insinuano attraverso quel piacere che raggiunge l’ascoltatore quando Girotto imbraccia il sassofono e poi passa al flauto, con la leggiadria di chi sa dove “giungere” e che “strada percorrere”.

Grande affiatamento, nel trio, ottimo interplay ed emozioni sofisticate ed accattivanti.
Un finale con Servillo che intona Felicità di Lucio Dalla, con un pizzico di commozione che sale e mentre il pubblico si lascia “dirigere” e canta, come per tenersi stretto quel momento suggestivo ed intenso.
Un concerto scelto bene dalla fondazione Funaro, alla quale va un sincero plauso, che anche quest’anno ha organizzato il “concerto per Lilli“, con la cura che si riserva alle cose importanti.
Galleria Fotografica
Foto: Raffaele Del Monaco
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