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Sicurezza trasporti, Confail Faisa scrive a Salvini: «Incontro urgente dopo gli incidenti 2026»

CONF.A.I.L. FAISA Nazionale ritiene non più differibile un confronto istituzionale di massimo livello con codesto Dicastero in merito allo stato della sicurezza del sistema nazionale della mobilità collettiva.

I numerosi e significativi eventi incidentali verificatisi nelle prime settimane dell’anno 2026, ampiamente documentati dalla stampa nazionale e territoriale, pur escludendo i tragici episodi riconducibili a investimenti e gesti volontari, delineano un quadro che non può essere considerato episodico né casuale, ma che presenta caratteri di sistemicità.

Deragliamenti, collisioni, gravi sinistri che coinvolgono mezzi di trasporto pubblico, interruzioni prolungate del servizio e situazioni di rischio operativo per il personale e per l’utenza pongono una questione di responsabilità pubblica, che investe:

• le politiche di indirizzo nazionale in materia di trasporti;
• i modelli organizzativi e gestionali adottati dalle aziende;
• l’efficacia dei sistemi di controllo, vigilanza e prevenzione;
• l’adeguatezza degli investimenti destinati alla sicurezza reale dell’esercizio.

Come Organizzazione Sindacale segnaliamo da tempo che la tenuta del sistema viene sempre più affidata alla sola professionalità e senso di responsabilità dei lavoratori, chiamati a garantire continuità del servizio in condizioni operative spesso critiche, con carichi crescenti di responsabilità e margini di sicurezza ridotti.

Riteniamo necessario ribadire che la sicurezza del trasporto pubblico e ferroviario non è una variabile tecnica secondaria, ma un interesse pubblico primario, direttamente connesso:

• alla tutela della vita e dell’integrità psicofisica dei lavoratori;
• alla sicurezza dei cittadini utenti;
• alla credibilità dello Stato quale garante dei servizi essenziali.

Alla luce di quanto sopra, CONF.A.I.L. FAISA chiede formalmente un incontro istituzionale urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine di:

• avviare una valutazione complessiva degli eventi critici verificatisi nel 2026;
• analizzare le condizioni strutturali e organizzative del sistema TPL e ferroviario;
• definire un percorso nazionale di rafforzamento delle politiche di prevenzione;
• ristabilire un ruolo centrale e strutturato delle parti sociali nei processi decisionali in materia di sicurezza.

L’assenza di un confronto di merito su questi temi rischia di trasformare eventi che oggi definiamo “incidenti” in segnali premonitori di una crisi più profonda, della quale non possono farsi carico né i lavoratori né i cittadini.

Certi che codesto Ministero vorrà esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e garanzia, restiamo in attesa di un sollecito riscontro, riservandoci, in mancanza, di intraprendere ogni iniziativa sindacale e istituzionale ritenuta necessaria a tutela della sicurezza e della dignità del lavoro.

Faisa Confail Calabria
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