Aiutare il guidatore ad avere un esperienza di guida sicura, smart ed ecocompatibile

CosenzaPost ha incontrato il team di Drive Better che ha risposto ad alcune nostre domande
Qual è l’impatto sulla vita reale di questa idea imprenditoriale?
Oltre alla killer-feature che consente al conducente di evitare di guidare in uno stato di eccessiva stanchezza , consigliandogli quindi di affrontare in modo più sereno e consapevole un viaggio,c’è da considerare anche il lato economico.L’uso di questa applicazione consente al guidatore di tener conto anche di tanti fattori nascosti,i famosi costi occulti che sono presenti nel veicolo,quali ad esempio l’usura delle sospensioni o dei pneumatici ecc ecc.Ciò consente di riuscire a tenere sotto controllo quelli che sono i costi e quindi di risparmiare,consigliando una guida sicura eco-friendly.Tutto ciò non comporta un guadagno in senso stretto,ma sicuramente in modo implicito si.Oltre quindi ad avere un impatto ambientale “meno nocivo” ci aiuta a fine mese a sapere quanto abbiamo risparmiato.Inoltre facendo “predictive maintenance”,ossia tentando di prevedere quelli che sono possibili problemi che potrebbero verificarsi,si riesce a consigliare il guidatore,oppure,nel caso di guasto incorso avviare un iter come la creazione di un report e l’invio dello stesso all’elettrauto/meccanico di fiducia.Ciò aiuta il guidatore e soprattutto chi deve mettere le mani al veicolo a risparmiare tempo sull’analisi del problema occorso al veicolo e a porvi rimedio prontamente.
Qual è l’innovazione?
Sicuramente è quella di riuscire ad integrare un sistema che consenta al conducente,che è stato per molto tempo alla guida, di poter evitare colpi di sonno, con tutta una serie di controlli,integrando l’uso di una telecamera a infrarossi con un accessorio,l’unità OBDii, che oramai è possibile installare facilmentemente in tutti gli autoveicoli sin dal 2006 .
Perchè questa idea imprenditoriale dovrebbe essere finanziata?
Secondo noi è un’idea che merita di essere sovvenzionata,in quanto è innovativa,ma soprattutto mira a qualcosa che ci sta a cuore ossia alla sicurezza di chi guida oltre ovviamente all’impatto ambientale.Mette una pezza a quelle che possano essere le carenze di altri competitor e ci pone come una alternativa lowcost e soprattutto è integrata con smartphone e in un prossimo futuro nei “wearable”,ossia i dispositivi indossabili quali gli smartwatch che oramai sono dei computer a portata di polso a tutti gli effetti.
Gli incidenti stradali hanno un costo esorbitante per le assicurazioni e per lo Stato che fornisce assistenza con gli interventi di polizia stradale, carabinieri, vigili del fuoco, 118, degenze e interventi ospedalieri, pensioni per invalidità. Assicurazioni, Stato e Case automobilistiche perché non fanno di più per la ricerca in questo settore essendo consapevoli dei costi generati dagli incidenti stradali?
E’ molto probabile che dietro tutto ci siano alti interessi;ciò è testimoniato dall’aumento dei costi assicurativi anno per anno.Oramai la gente non sa piu cosa inventarsi per riuscire a risparmiare (in modo legale eheh).Fino all’anno scorso c’erano ben 4 milioni di autovetture circolanti sprovviste di assicurazione .Per evitare ciò la polizia stradale mediante il sistema Tar gasystem sta tentando di porvi rimedio,infatti con questo sistema son già stati individuati quasi 200 veicoli non revisionati ed alcuni non assicurati (nei Comuni in cui è stato usato il sistema).
Un piccolo beneficio è stato dato dall’installazione delle scatole nere,che consentono di abbassare i costi della polizza.Ad ogni modo,con i dati raccolti dalla nostra applicazione,qualora fosse utilizzata in modo massiccio,si potrebbe tentare di evitare incidenti stradali causati sia da colpo di sonno che da eventuali malfunzionamenti del veicolo,potendo monitorare i dati sensibili della stessa.La “predictive maintenance” è cruciale in questo settore.
Quali sono i parametri misurati dal vostro sistema di controllo di guida del conducente ?
Molti,oltre 250 variabili sono solo disponibili tramite la unità OBDii,senza contare che poi abbiamo la telecamera a infrarossi che controlla costantemente quello che è il movimento degli occhi del coonducente, interpretando il suo stato di fatica.
Il sistema da voi implementato in base a quali parametri riesce a interpretare il cambio di stile di guida rispetto ai primi minuti di viaggio del conducente ?
L’argoritmo consente di analizzare i dati provenienti dalla OBDii e trasformarli in informazione, come la velocità,la percentuale di pressione sul pedale dell’acceleratore o del freno in relazione con un limite di velocità imposto sul tratto di strada può dare notevoli input.Andando più a fondo,quindi sfruttando le informazioni della telecamera a infrarossi,che monitora lo stato di attenzione del guidatore,si possono trarre conclusioni molto realistiche sul cambio dello stile di guida durante il tratto di strada percorso.
Da un pò di tempo l’utenza ha a disposizione autovetture che parcheggiano da sole, che “vedono” la strada interpretando la segnaletica verticale ed anche orizzontale. Tesla sta per mettere sul mercato un auto con queste caratteristiche anche se in termini di automazione “Google Car” è davvero l’auto che guida da sola. La vostra tecnologia invece, lascia ancora il piacere di guida nel pilota ma quando avremo le auto che guidano da sole in tutti gli autosaloni ?
Sicuramente sì,il progresso non si può arrestare.Basti pensare che in California il “self-driving” è stato permesso per legge e andrà in vigore dal 2015.Sicuramente molti di noi hanno visto il video dove c’era la GoogleCar con a bordo due simpatici anziani in giro per la città,tutto molto bello sicuramente,soprattutto per un target del genere.Ovviamente i test erano fatti in luoghi selezionati,ma la direzione è quella.Google è un colosso e ha risorse pressochè illimitate,ma anche BMW recentemente ha fatto vedere test on-track (su circuito) di un’autovettura,l’abbiamo potuta ammirare al CES di LasVegas poco tempo fa.Rassegnamoci,siamo già nel futuro,e scene come quella di IO ROBOT con Will Smith in una splendida e avveniristica Audi RSQ sport che si guida da sola non sono molto distanti da noi.
I sistemi di rilevazione commercializzati dalle case automobilistiche puntano al riconoscimento del pericolo, si può pensare invece al processo contrario ovvero a una segnaletica parlante verso l’automezzo ?
Non è una cattiva idea,ma ci vorrebbe uno sforzo non da poco da parte delle Istituzioni,che dovrebbero creare un sistema di viabilità in grado di consentire al guidatore di avere una esperienza al volante immersiva.In tal senso a Pechino si sta sviluppando un sistema molto piu complesso,nato dalla joint-venture tra IBM e TransWiseway, che punta a collegare ben 10 milioni di auto entro il 2018,integrando i veicoli alla rete stradale.IOV,ossia l’internet of vehicle,consentirebbe di avere strumenti tali da permetterere alla segnaletica di “parlare” col veicolo e magari imporre automaticamente limiti oppure,in modo meno invasivo,consigliare al guidatore ciò che sia meglio per la sicurezza sua e degli altri.Ricordiamoci che non siamo mai da soli.
Per maggiori informazioni sul progetto contattare Francesco Prochilo (prochilo.francesco@email.it)
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