Banner Conad

“Tango del Mare”, piccolo gioiello cinematografico incastonato “nel sud”

Presentato ieri sera in anteprima nazionale, presso il cinema Vittoria di Diamante il medio-metraggio, “Tango del mare

Una cornice perfetta, quella che ha accolto “tango del mare”,  “tela tessuta” alla perfezione da chi questo ottimo progetto cinematografico lo ha ideato, diretto, prodotto e presentato nel suo abito migliore al pubblico, ieri sera a Diamante, una delle località più belle e significative della terra di Calabria.

tango del mare
Partèrre “tango del mare”

Un prodotto realizzato grazie alla collaborazione e alla sinergia di attori, e addetti ai lavori che lo hanno cucito attorno ad una trama che racconta la quotidianità della vita di coppia, che scorre fino al giorno in cui, per ristabilire un equilibrio perduto, il protagonista capisce che deve fare qualcosa, che deve trovare il tempo e le parole giuste per invertire la rotta e andare a riprendersi ciò che alcuni eventi gli hanno usurpato.

Il Film è stato prodotto dal Cinecircolo “Maurizio Grande” di Diamante, scritto e diretto da Francesco Presta e Ferdinando Romito. Un ottimo prodotto concepito con la logica della qualità a costo contenuto, con il desiderio di dare lustro alla terra di Calabria, ed infatti il medio metraggio è stato interamente girato a Diamante.

“Tango del mare”, un medio metraggio con un cast di eccellenza, con attori professionisti impegnati a livello nazionale, che hanno interpretato i personaggi scritti dal duo Presta-Romito in maniera impeccabile. Un film con tanti particolari degni di nota.

Una eccellente fotografia, curata da Daniele Cribari, che ha messo in evidenza molti dettagli, mai “sbiaditi” che diventano determinanti nella chiave di lettura della pellicola. I dettagli fisiognomici, gli interni, le riprese dall’alto e i panorami “sempre a fuoco”, hanno dettato gli step della storia.

Un film con una soundtrack perfettamente intonata al tema del film. La colonna sonora è stata ideata e scritta del gruppo Mas en Tango ( Salvatore Cauteruccio, Sasà Calabrese, Fabrizio La Fauci) e del duo Gimigliano-Trifilio, etichetta Picanto Records. Musiche raffinate e realizzare grazie alla bravura dei musicisti professionisti, e alla loro passione per il tango che hanno abbellito con parti improvvisative che benissimo si sono sposate con il pathos del medio metraggio.

Il film racconta di una uomo, Pino, e di sua moglie Rita. Nella coppia spicca la figura della donna, in carriera, attenta al look, al fisico, al trucco, all’impeccabilità del vivere, e che dimentica per strada ciò che l’ha resa degna dell’amore di un uomo, che la cerca al suo fianco senza (ri)trovarla. Un quotidiano fatto di routine, di dettagli e di gesti che si perpetuano, fino al giorno in cui un marito apparentemente geloso di sua moglie, mette a nudo le sue esigenze, e reclama ciò che è suo, ossia quelle attenzioni che sua moglie dedica ogni giorno al suo lavoro, al suo fisico e a quel suo mondo fatto di piccoli grandi cambiamenti, che la conducono lontana dal quel percorso di vita che aveva scelto venti anni prima, quando si era innamorata di suo marito, che da allora non ha mai smesso di tenerla al centro del suo mondo. E così in una mattina come tutte le altre, Pino trova il coraggio di raccontare a sua moglie il suo malessere, che in un primo momento a Rita sembra essere un attacco di gelosia ma che in realtà è una vera e propria richiesta di “ritorno ad un passato” fatto di piccole gradi certezze. Pino riesce in questo intento, proprio quando sembra che tutto debba riprendere il suo corso come sempre … proprio mentre Rita esce di casa per andare al sul prestigioso lavoro, mentre si relaziona, con colleghi intraprendenti e con il resto del mondo. Ma quel giorno, non é come tutti gli altri. La donna, innamorata di suo marito, capisce che alla sua vita manca quel dettaglio, quell’equilibrio, quel senso, che nel tempo ha smarrito, mentre cercava di essere “perfetta” agli occhi degli altri, mentre perfetta era sempre stata agli occhi di quell’uomo che tutte le mattine si alzava per preparale la colazione sperando che lei notasse la solerzia e la costanza dei suoi gesti, mentre le dimostrava, in silenzio tutto il suo amore.

Il film ha un gran bel finale, per nulla scontato. I due coniugi si ritrovano. Ma é il “come” si ritrovano che rende estremamente interessante la pellicola. Rita raggiunge suo marito sulla scogliera, al cospetto del mare, lì dove si sono innamorati, toglie gli occhiali a suo marito affinché lui possa vedere ciò che lei “vuole” tornare ad essere, con il suo colore naturale di capelli e quella passione, che si apre in tango, simbolo di un “nuovo equilibrio”, e di quel nuovo respiro dal quale ripartire con rinnovata consapevolezza, verso un nuovo approdo di vita.

Il cast, scelto molto bene da chi questo film lo ha ideato, scritto e sceneggiato é formato da tre attori principali, che hanno vestito i personaggi con una credibilità disarmante. Nel ruolo del protagonista, l’attore calabrese, Pino Torcasio, dotato di grande fisicità e di spiccata espressività comunicativa. Sicuro e perfettamente a suo agio nel ruolo, Torcasio regge perfettamente la trama del film, attraverso una sicurezza che sembra in antitesi con la disarmante emotività del personaggio. Torcasio é reduce dalle riprese dell’ultimo film di Marco Tullio Giordana e che, sempre di recente, abbiamo visto nelle sale cinematografiche tra gli interpreti de “La moglie del sarto” con Maria Grazia Cucinotta. Nel ruolo femminile di Rita, Chiara Pavone, poliedrica attrice romana, che si divide tra cinema e teatro e che lavora spesso alla realizzazione di corti. Rivelazione del medio metraggio targato Cinecircolo, è l’attore musicista Giuseppe Panebianco, giovane e talentuosa promessa del cinema italiano già impegnato nel teatro d’autore, che nella pellicola ha vestito in maniera impeccabile i panni di un giovane professionista d’assalto, collega intraprendere di Rita e che diventa in una giornata qualunque, la nota stonata di quel momento di riflessione che la induce a mollare tutto, e a correre verso la risoluzione di quella sua vita, in estrema precarietà, e messa a soqquadro in una manciata di ore. Dotato di una spiccata verve, Giuseppe Panebianco si muove con brio nei panni di un personaggio che sa trasformarsi da perfetto manager a punto di rottura, di una condizione che cerca una sua specifica risoluzione.

Salvatore Cauteruccio e Sasà Calabrese
Salvatore Cauteruccio e Sasà Calabrese

La serata é stata impreziosita dalla presenza in scena del duo Cautericcio-Calabrese che hanno regalato ad una sala ricca di spettatori attenti e appassionati, alcuni pezzi tratti dal loro progetto discografico. La presentazione della serata è stata affidata al giornalista Ugo Floro, che ha condotto il talk in maniera sobria ed incisiva, invitando gli ideatori del medio mettraggio e gli attori presenti in sala, a raccontare l’esperienza lavorativa.

Un piccolo gioiello cinematografico, incastonato nel sud. Questo è “tango del mare” che parte da Diamante e che sbarcherà presto in altre situazioni a livello nazionale, che verrà presentato in alcuni festiva di settore e che – ne sono certa – troverà la sua giusta collocazione nello spazio dedicato alle eccellenze di Calabria.

Condividi questo contenuto