SARACCO 6,5 (Vigile): Non viene severamente impegnato dagli avversari (grazie ai suoi compagni di difesa) ma svolge ottimamente l’ordinaria amministrazione. Merita ampiamente il posto da titolare. “Menumale ca avimu dua portiari buani ca u staff i Fontana n’avia accappottatu”.
IDDA 7+ (Superblindo): È cattivo al punto giusto. Ringhia, morde e controlla. Grande partita, senza sbavature e con tanta voglia di dimostrare di che pasta è fatto. “Para na porta blindata cu ra serratura europea”.
DERMAKU 7,5 (Acciaio e seta): Sempre più leader del pacchetto arretrato. Un gigante: tuastu fisicamente e cu ri pedi i cashmere”. I giocatori avversari sono inesorabilmente destinati ad infrangersi contro di lui.
PASQUALONI 7+ (Diligente): Se “u vestitu buanu du Cusenza” è il 3-5-2 il merito è anche di questo giovanotto di belle speranze, chiamato in causa da Braglia fin dal derby di Rende. Segue diligentemente i dettami di Idda e di Demaku e “va na palata”.
CORSI 7+ (Garanzia): Indossa con onore la sua armatura di capitano anche in quel di Pagani. Non sbaglia nulla. Preziosissimo soprattutto in fase di costruzione, nell’ambito della quale garantisce speditezza e razionalità alla manovra con pochi tocchi del pallone. Angiuluzzu uno di noi!

BRUCCINI 7,5 (“Stilusu”): Iniziamo a vedere il vero Bruccini. È in grande forma psico-fisica (stipatella puru pi iennaru!). Apre le danze con uno dei suoi soliti missili e gioca con stile ed intelligenza. Arma in più.
PALMIERO 7,5 (Impressionante): Prende in mano il centrocampo e distribuisce gioco con una naturalezza disarmante. Gioca con la sicurezza di un veterano a dispetto della sua carta d’identità sulla quale, alla voce “anno di nascita”, c’è scritto 1996. Vero e proprio faro.
CALAMAI 7,5 (“Vò paglia pì cientu cavaddri”): Oltre alla sua solita prova di sostanza, a Pagani mette in campo anche tanta qualità. Anzi, ha proprio esagerato. È irrefrenabile: tampona, riparte e offre giocate di alta scuola. Suoi i due assist vincenti per Bruccini e D’Orazio. Rinnovo subito.
D’ORAZIO 7,5 (Straripante): Prova spettacolare. Sempre avanti a spingere l’azione offensiva. “A fascia sinistra l’ha appicciata”. Segna un gol bellissimo che chiude il match e va ad esultare sotto il settore ospiti mimando “n’acieddru mbriacu”.
MENDICINO 6,5 (Generoso): Non si risparmia mai e duetta ottimamente con Tutino. Non trova la via del gol ma la sua presenza in avanti si sente ed è preziosissima. Partita di grande sostanza.
TUTINO 7,5 (Incontenibile): Si vede che sta bene mentalmente: ha voglia di giocare e di divertirsi. Ogni volta che ha la palla tra i piedi delizia il popolo rossoblù con giocate sopraffine. Geniale ed elegante come una cravatta di Marinella.
DALLA PANCHINA
STATELLA 6 (Senza infamia e senza lode): Una corsetta, un pò di impegno ma “nente i chi”. Alla fine, è servito anche lui per portare a casa i tre punti.
PASCALI 6+ (Intenso): Entra e fa subito “senta a presenza all’avversari”. Mantiene tutti sul pezzo per portare a termine la missione in Campania. In occasione del secondo gol rossoblù, si esibisce insieme a D’Orazio in quella strana e folle esultanza. “Unn’è ca è farina du saccu sua?”
LOVISO s.v.
TROVATO s.v.

All. BRAGLIA 8,5 (“Nu mastrune”): Nell’ultima partita dell’anno solare il Cosenza mostra la personalità della grande squadra. La Paganese non aveva mai vinto in casa e ristagnava nei bassifondi della classifica. Il Cosenza arrivava da tre vittorie consecutive, una più bella dell’altra. C’erano tutti gli ingredienti (anche cabalistici) per snobbare (anche inconsciamente) l’avversario, “fagliare” approccio e quindi “abbuscà a partita”. Per nostra somma felicità, così non è stato. I lupi sono entrati in campo con la giusta mentalità, aggredendo la preda e mettendo le cose in chiaro fin da subito: “fra nua e vua c’è na grande differenza, vua siti na banda e nua simu u Cusenza. A palla un va facimu vida proprio”. Match sbloccato già al nono minuto con Bruccini e poi campo tenuto magnificamente fino ed oltre il raddoppio finale di D’Orazio. Nelle ultime cinque partite nessuno ha fatto meglio del Cosenza.
L’enorme lavoro di Braglia è sotto gli occhi di tutti. Ha dato tranquillità ai calciatori dopo le scelleratezze fontaniane. Ha creato un gruppo di uomini bramosi di riscatto. Ha dato alla squadra un’anima guerriera, fondamentale in serie C. Siamo tutti inebriati dallo stile di Braglia che, dall’alto della sua grande esperienza, certamente “si pò permetta” di ripudiare l’aziendalismo e di “minà ancuna zippa” a chi di dovere affermando che, per coltivare un certo tipo di ambizioni, ci “vuannu i pezzotti”. Ora la palla passa, come al solito, al nostro presidente “Federico da Montefeltro” Guarascio, chiamato a non perdersi in astratti discorsi sui “valori dello sport” (importantissimi sia chiaro) ma a regalare alla città un sogno attraverso un gesto estremamente pratico: “i manu ara sacchetta”.
Auguri di buon anno a tutti. Forza lupi!
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