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Truffa Santuario di San Francesco di Paola: sequestrati beni e immobili sotto falso nome

Sviluppi nell’inchiesta per la truffa ai danni del Santuario di San Francesco di Paola, beni sequestrati a due coniugi

Santuario-di-San-Francesco-di-Paola-Nel mese di giugno a finire in manette il consulente Massimo Cedolia, accusato di aver sottratto i fondi donati dai fedeli al Santuario per impiegarli in operazioni rischiose quali investimenti ad alto rischio.

La Guardia Di Finanza ha infatti sequestrato beni per un valore di duecento mila euro, di proprietà di Francesco Vidiri e Grazia Magurno, due coniugi complici del consulente finanziario.

Stando alle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Paola e dalla Guardia di Finanza di Cosenza, Massimo Cedolia avrebbe dato ai coniugi dei benefici economici, i quali poi avrebbero avviato una truffa grazie alla quale avrebbero potuto sottrarre le proprietà a loro appartenenti da eventuali sequestri.

Gli immobili in questione, ben cinque, si trovano tutti a Diamante: due magazzini, due abitazioni per uso privato e un locale adibito ad uffucio.

Per evitare di incorrere in provvedimenti quali il sequestro, Francesco Vidiri e Grazia Magurno hanno cambiato il loro luogo di nascita, dando origine a due codici fiscali nuovi di zecca e inesistenti. Questo espediente ha funzionato parzialmente, posticipando il sequestro ma non riuscendo ad evitarlo.

Il sequestro degli immobili è il secondo dell’inchiesta condotta da Bruno Giordano, Procuratore della Repubblica di Paola in collaborazione col sostituto Linda Gambassi: nella prima fase dell’operazione, c’è stato un sequestro di ben 2 milioni e 340mila euro, in seguito al quale era stato arrestato il consulente finanziario.

Francesco Vidiri e Grazia Magurno erano già stati denunciati all’inizio dell’inchiesta.

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