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Gaetano Sollazzo sindaco di Diamante

Un arresto per l’atto intimidatorio al sindaco di Diamante

Lancia una bomba carta sull’automobile del primo cittadino di Diamanate. Le indagini hanno portato a un uomo per il quale è scattato l’ arresto. Il movente, voleva vendicarsi di un ordinanza

La sera del 13 luglio scorso, il Sindaco di Diamante aveva subito un atto intimidatorio, era stata lanciata sulla sua autovettura una bomba carta. L’avvio delle indagini, ieri ha portato all’arresto di Massimo De Rose, nato a Belvedere e residente a Diamante.

Gaetano Sollazzo sindaco di Diamante - Un arresto per l'atto intimidatorio al sindaco di Diamante - Arresto di Massimo De Rose
Gaetano Sollazzo sindaco di Diamante

Ad indentificare De Rose come responsabile dei fatti è stata una fonte confidenziale che pare abbia dichiarato che la sera del 13 luglio, Massimo De Rose era stato visto lanciare la bomba carta da un giovane presente sul posto.

I Carabinieri della compagnia di Scalea, partendo dalle deposizioni del giovane, avvalorate da altri testimoni, hanno effettuato perquisizioni personali, domiciliari e veicolari a carico di De Rose, durante le quali sono stati rinvenuti: due cartucce per fucile cal. 12, una bomba carta con lo stesso involucro di quella lanciata sulla autovettura del Sindaco, un coltello a punta acuminata dei genere vietato e due candelotti pirotecnici.

Le attività investigative hanno portato alla luce il movente di tale gesto. Pare che con l’altto intimidatorio, De Rose volesse impedire al primo cittadino di avviare un procedimento amministrativo nei confronti della madre, Rosanna De Rose, provvedimento atto a bonificare un terreno di sua proprietà che risulta essere fortemente contaminato da metalli pesanti e adibito, dalla stessa De Rose, a discarica abusiva.

I costi di bonifica, risultati molto elevati, sarebbero stati addebitati alla stessa, per disposizione del Sindaco. Ma pare che non sia finita qui. Oltre a tutto questo, il fine di De rose pare fosse anche indurre il Sindaco ad acquistare o locare un altro terreno di proprietà di sua madre, attiguo a quello adibito a discarica, per la realizzazione di un’isola ecologica, richiesta alla quale il sindaco aveva risposto negativamente.

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