Si chiama ‘Calabria 2030, Competitiva, Aperta, Inclusiva’, il documento che evidenzia come in Calabria ci siano innumerevoli eccellenze capaci di incoraggiare occupazione e crescita, conquistando anche mercati internazionali.

“La Calabria – per gli industriali – sta affrontando una profonda fase di depressione, e ciò si riversa sull’opportunità di istruzione e di crescita culturale, di cure mediche e di salute”. Viene chiesta, inoltre, l’istituzione della Zes (zona economica speciale), che permette di attrarre investimenti e rafforzare l’esportazione. Il tutto si traduce in più lavoro senza ricorrere al famoso reddito di cittadinanza, comodo ma non soddisfacente, per un territorio che rivendica solo un suo diritto.
Di Lucy Impieri
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