Il presidente regionale, pur nel rispetto della tragedia mortale che ha bloccato il viadotto Italia, si augura che i lavori partano presto. L’Anas potrebbe essere pronta a cominciare l’8 maggio

La sicurezza anzitutto, lo ha ribadito il presidente regionale Mario Oliverio durante il sopralluogo effettuato nella mattinata di mercoledì, ma quello è uno snodo essenziale per molti: “Rispettiamo il corso della giustizia ma ribadiamo l’esigenza che si possa, nel rispetto delle verifiche, sbloccare presto la mobilità”. Oliverio ha voluto visitare la zona “per una verifica su quello che è il lavoro che si sta portando avanti da parte di Anas e del contraente generale. Sono qui non solo per sollecitare l’accelerazione dei tempi ma anche per dire che la Regione non abbasserà l’attenzione. Auspichiamo che almeno una carreggiata sia aperta, non possiamo andare avanti così anche perché non abbiamo una viabilità alternativa adeguata”.
Ovviamente nessuno dimentica il dramma umano che ha portato alla chiusura, ma intanto la regione rischia di essere ulteriormente penalizzata. Risposte positive comunque sono arrivate dai tecnici dell’Anas che giovedì 7 maggio presenterà il progetto di ripristino della pila danneggiata e di rimozione delle macerie. Approvato quello, si potrà tracciare un programma dei lavori che comunque potrebbero già cominciare il giorno successivo.
Al momento tutti i mezzi pesanti in direzione nord vengono deviati allo svincolo di Spezzano Terme-Tarsia e rientrano in autostrada allo svincolo di Lauria Nord, quelli in direzione sud vengono deviati allo svincolo di Lagonegro Nord e rientrano in A3 allo svincolo di Falerna, mentre per veicoli leggeri in direzione nord c’è l’uscita obbligatoria allo svincolo di Mormanno per rientrare in autostrada allo svincolo di Laino Borgo e quelli in direzione Reggio Calabria escono allo svincolo di Laino Borgo per rientrare in autostrada allo svincolo di Mormanno con una percorrenza allungata di almeno 20-25 minuti.
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